A livello globale i dispositivi mobile, smartphone e tablet, stanno rivoluzionando il modo in cui le persone comunicano tra loro e in molti casi anche la modalità in cui si interfacciano con la realtà fisica. In qualsiasi parte del pianeta, basta fare un viaggio in metropolitana o in treno, per vedere che siamo tutti uguali quando si tratta di ammirare i piccoli schermi degli smartphone e interagire con essi.

Se il mobile ha cambiato le abitudini delle persone, è meno evidente forse come stia impattando anche a livello aziendale e in alcuni ambiti del business. I nuovi dispositivi digitali hanno infatti rivoluzionato molti approcci al lavoro, diventando ormai lo standard de facto in molti settori e mandando in pensione i vecchi desktop, sempre più snobbati da marketer e designere ormai sufficientemente sfruttati come cash cow.

Il web design è uno di quei settori che ha maggiormente risentito della diffusione dei dispositivi mobili, visto che molti siti realizzati in passato sono difficilmente usabili su smartphone e tablet. La strategia degli attuali sviluppatori di siti web è quella di avere un approccio “mobile first” e, nel caso in cui si faccia uso di cms, la scelta cade inevitabilmente sui template responsive, che si adattano cioè in maniera automatica agli schermi dei diversi device (desktop, laptop, tablet, smartphone, ecc.), senza dover creare una versione mobile del sito alternativa a quella per desktop. Inoltre, il successo (per lo più mobile) di social media come Pinterest, Instagram e Tumblr ha decretato il successo del visual web, che si riflette anche nel design dei siti web, sempre meno appesantiti dal testo e più “belli” da vedere e navigare su mobile.

Un altro ambito importante è quello delle notifiche push, che sono diventate ormai un forte strumento di marketing su mobile. Secondo un report di Responsys, società acquisita da Oracle nel dicembre 2013, le notifiche push hanno un tasso di apertura del 50% più alto rispetto alle email (newsletter) e un click through rate doppio. Gli stessi analisti di Responsys ritengono che gli operatori di marketing decideranno presto di distribuire notifiche push non solo attraverso le applicazioni mobile, ma anche sui tradizionali browser web, dispositivi di gaming e sistemi di intrattenimento. Insomma, il mobile in questo caso manderà in pensione le email e gli sms come strumenti di marketing.

Il mobile ha portato inoltre un forte vento di innovazione nel mondo del gaming e le applicazioni per giocare sono quelle che generano maggiori ricavi all’interno dei principali store di applicazioni, sia su Google Play, sia su App Store. Uno dei più importanti trend dello scorso anno è stato l’investimento da parte dei grandi brand sul gioco mobile. Tra questi, ricordiamo ad esempio King e Supercell, che stanno monopolizzando la top ten delle applicazioni di gioco più scaricate negli Stati Uniti. Più recentemente anche Poker Stars, che da sempre ha il suo core business nel gioco real money, ha lanciato una applicazione mobile con funzionalità social, basata su un modello di revenue freemium. Per questo motivo, l’applicazione di Stars è presente anche su Google Play, dove non sono invece ammesse app di gioco real money. Insomma, gli sviluppatori stanno concentrando i loro sforzi sulle applicazioni per smartphone e tablet e alcune previsioni indicano nel 2015 l’anno in cui i ricavi del mobile gaming supereranno quelli dei giochi per console e per PC.

Infine, un altro trend che andrà a colpire gli operatori abituati a lavorare nel marketing su desktop è quello della native advertising, che sta sfidando il vecchio modo di fare pubblicità in internet. Ogni volta che si diffonde un nuovo mezzo di comunicazione, di solito si porta dietro i formati pubblicitari di quelli precedenti. E in effetti inizialmente nel mobile web e nelle applicazioni per smartphone si è continuato a puntare sui banner, anche se si è capito subito che andava individuato un nuovo formato: i vecchi banner erano difficilmente leggibili su mobile e anche quelli visualizzati all’interno delle app sono spesso ignorati e cliccati solo per sbaglio. Si è quindi sviluppata la native advertising, una forma pubblicitaria basata su contenuti che, assumendo l’aspetto di quelli già presenti su un sito o di una piattaforma (come Twitter) convogliano gli utenti su un brand o un prodotto, senza forzarli e interrompere il flusso informativo. Questo non vuol dire che la pubblicità sui banner sia finita, tuttavia i dati mostrano che mentre i banner stanno diventando sempre più invisibili, la native advertising attira più attenzione e risulta più credibile.

Ricordiamo infine che nei prossimi anni le vendite di smartphone aumenteranno e si aggiungerà un altro miliardo di nuovi utenti smartphone. Il mobile continuerà quindi a guidare l’innovazione, in modi che possiamo solo iniziare a immaginare.

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