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Nel 2016 il servizio postale australiano testò i droni per considerare un loro possibile utilizzo come corriere, benché i postini non saranno stati molto contenti nell’apprendere la notizia.

In Italia nel 2015, l’idea del singolare automa fu sfruttata dalla Croce Rossa Italiana, che ne auspicò l’utilizzo per le attività di ricerca e soccorso in caso di disastri e catastrofi, sia nel bel Paese sia all’estero; un utilizzo certamente lodevole.

Di recente si è parlato di come la NASA potrebbe impiegare fra non molto un drone per migliorare il reperimento dei dati riguardanti il meteo.

Poi è stata la volta di Google, che di recente ha annunciato la consegna di pacchi postali con droni a partire dal 2017, ma di certo nessuno si sarebbe aspettato (sbagliando) quel che è accaduto in USA e non solo: i droni sono stati utilizzati per fare del contrabbando. Ma non una frode in un luogo qualunque, la scelta del posto ha dell’incredibile considerate le “location” prese di mira, cioè nientemeno che delle prigioni federali.

Sì, proprio le prigioni americane, che non a caso ora chiedono a gran voce di potere avere accesso alle tecnologie in grado di gestire i dispositivi in questione, allo scopo di contrastare il volo di quelli che si avvicinano alle carceri.

Il fatto che ulteriormente ha dell’incredibile è la reiterazione dell’azione illecita: grazie ai rapporti raccolti in merito si è potuto constatare che in cinque anni le operazioni di contrabbando si sono verificate molte e molte volte. E anche in Australia, dove si era pensato al drone come postino, si ha notizia di un traffico di droga del 2014 che ha visto il velivolo telecomandato protagonista dell’illecito.

Ma la lista dei Paesi ‘coinvolti’ non si esaurisce qui: all’origine di una rissa scoppiata nel 2015, in una struttura situata in Ohio, un drone con un pacchetto di droga.

I tempi cambiano e cambiano i mezzi per il contrabbando; è evidente che non siamo più ai tempi di “Guardie e ladri” con i mitici Totò e Aldo Fabrizi. Tuttavia una notizia di aprile giunta dall’Inghilterra ci informa della sua intenzione di creare a breve una squadra dedicata alla lotta ai droni utilizzati dai contrabbandieri per le loro operazioni. Una nota positiva, dunque, in un quadro non proprio rincuorante.

Noi, da parte nostra, speriamo di non aver dato spunti a nessuno.

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