google foto

Il nuovo Google Foto app viene fornito con diversi funzionalità che lo rendono un ottimo strumento per gli appassionati di fotografia: archiviazione gratuita illimitata per foto ad alta risoluzione,sincronizzazione automatica delle foto e una funzione di modifica automatica delle foto, che a volte tira fuori il meglio da uno scatto.

Ovviamente queste sono tutte caratteristiche importanti nell’applicazione. ma la componente più interessante di Google Foto è la funzionalità auto-tagging, quella che mira a riconoscere i soggetti nella foto, e a dare il tag di conseguenza. Ed è qui che arriva la gaffe di Google che, nella codifica automatica del tag ha ancora una lunga strada da percorrere prima di diventare una caratteristica affidabile.

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Un utente Twitter con il nome di Jack Yalcine, ha recentemente portato all’attenzione di Google una cosa davvero imbarazzante per la società americana. L’applicazione Google Foto esegue il tag automatico delle foto di persone dalla pelle scura con il tag di “Gorilla“.

La cosa è stata talmente imbarazzante che Yonathan Zunger, Chief Architect sociale di Google, ha rapidamente risposto al Tweet, scusandosi per l’errore e mettendosi subito al lavoro con il team di Google Foto per correggere il problema.

https://twitter.com/jackyalcine/status/615331869266157568/photo/1

In una serie di risposte su Twitter, Zunger ha successivamente annunciato, che il team ha rimosso il tag “Gorilla”, dal database, e poi ha riconosciuto che la funzione di riconoscimento facciale ha ancora bisogno di molto lavoro per essere migliora. Per assicurarsi che nessun altra figuraccia colpisca Google Foto, Zunger sostiene che il team di Google Foto terrà lontani i tag potenzialmente offensivi. Inoltre, ad alcuni utenti che avevano segnalato che anche le foto sfocate venivano visualizzate nei risultati di ricerca, Zunger ha risposto che una patch arriverà presto per risolvere anche questo problema.

E voi avete riscontrato problemi simili con la funzione di auto-tag di Google Foto? Inviaci un commento o condividete questa gaffe con i vostri contatti.

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