Secondo quanto riportato dalla redazione di The Next Web, il colosso Google ha appena annunciato l’intenzione di procedere in appello contro la multa di 2,4 miliardi di euro che ha ricevuto dall’Unione Europea.

Il 27 giugno scorso la Commissione europea, braccio esecutivo dell’UE, ha inflitto a Google una sanzione per violazione delle norme antitrust. La Commissione ha ritenuto che Google fosse colpevole di aver favorito il suo servizio di acquisti nelle ricerche su Internet, abusando così della sua posizione dominante sul mercato europeo.

Ad ogni modo, l’appello non dovrebbe essere una sorpresa per nessuno, in quanto era piuttosto improbabile che Google avrebbe accettato una simile sanzione senza lottare. Dopo la sentenza iniziale, il gigante della tecnologia si è subito preparato a rispondere, dichiarando che la Commissione non aveva considerato i veri vantaggi che l’approccio di Google ha apportato ai suoi clienti: “Alla luce delle prove raccolte, siamo rispettosamente in disaccordo con le conclusioni annunciate oggi. Riesamineremo nel dettaglio la decisione della Commissione nel momento in cui prenderemo in considerazione un appello e siamo ansiosi di continuare a portare avanti il nostro caso”, ha scritto Ken Walker, SVP e General Counsel per conto di Google.

La redazione di The Next Web ha contattato l’ UE e tutti sono d’ accordo sul fatto che ci si doveva aspettare – ma non è probabile che migliori le relazioni di Google con l’Europa.

“Credo che il fatto che si rivolgano in tribunale non possa migliorare l’ atmosfera con la Commissione, ma è assolutamente normale che lo facciano”, ha dichiarato Andreas Schwab, membro del Parlamento europeo.

Umberto Gambini – relatore per la relazione annuale della Commissione sulla concorrenza impegnato sul caso antitrust di Google dal 2012 – ha invece concordato sul fatto che l’appello di Google è ovviamente in corso, ma non vuole speculare troppo sulla sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee, affermando inoltre che è importante notare che ci sono molti fattori che devono essere presi in considerazione quando si speculano su possibili decisioni.

Ad esempio, c’è un altro caso importante contro Google attualmente in corso per quanto riguarda Android e AdSense. Ciò è comprensibile, ma è improbabile che ulteriori risultati nelle cause della Commissione contro Google siano favorevoli per il gigante tecnologico americano.

Nel frattempo, almeno una cosa è chiara secondo Gambini: “La multa rimarrà e aumenterà se i rimedi di Google non saranno soddisfacenti e non ripristineranno i principi di non discriminazione”.

FONTETheNextWeb.com
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