Google ha presentato all’Antitrust europeo la sua versione dei fatti riguardo ai dossier aperti dall’Unione europea contro il colosso di Mountain View.

La difesa presentata da BigG riguarda soprattutto le accuse mosse dalla Commissione Ue in merito a sistema operativo Android di Google, presente nella maggior parte degli smartphone e tablet in commercio in tutto il mondo. L’accusa dell’Antitrust è quella di posizione dominante nel campo della ricerca online con il sistema Android. Se tali accuse risultassero fondate, Google rischierebbe una multa fino al 10% del suo fatturato, che equivale a 7,5 miliardi di dollari.

Tutto è cominciato da una denuncia effettuata nel 2013 da FairSearch, un gruppo di organizzazioni supportato da imprese tecnologiche concorrenti che si sono sentite penalizzate dallo strapotere di Google e del suo motore di ricerca. Nel documento BigG è accusato di impedire l’utilizzo di sistemi operativi concorrenti basati su Android.

In una conference call internazionale, il  senior vice president e rappresentante legale di Google, Kent Walker, si è augurato che la Commissione consideri le argomentazioni fornite dall’azienda per rivedere le proprie accuse.

Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, Kent Walker ha inoltre scritto un lungo post sul blog di Google per riassumere la difesa presentata all’Antitrust: “Nel 2007 abbiamo lanciato Android, un sistema operativo mobile gratuito e open source. Gli smartphone allora erano una costosa rarità. Abbiamo voluto cambiare questa situazione, per stimolare l’innovazione e ampliare le opportunità di scelta per i consumatori, e ha funzionato. Per i produttori, avere a disposizione Android significa non dover comprare o sviluppare costosi sistemi operativi mobili. Il risultato? Gli smartphone oggi sono accessibili a prezzi notevolmente più bassi – a partire da soli 45 euro – e sono diventati molto più accessibili per molte più persone. Oggi  ci sono oltre 24mila dispositivi, di oltre 1300 marchi, che utilizzano Android e gli sviluppatori europei hanno la possibilità di distribuire le proprie app a più di un miliardo di persone in tutto il mondo. Android non è una ‘strada a senso unico’, è piuttosto un’autostrada con più corsie tra cui scegliere”.



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