Google Pixel
Google Pixel nella colorazione "Really Blue"

Google scende in campo nella battaglia ai vertici della competizione mobile e lo fa con un approccio diametralmente antitetico rispetto al passato. Dalle ceneri dei Nexus nasce infatti la nuova gamma Google Pixel, forse meno iconica ma assai più rifinita in termini squisitamente estetici e software. Sì, perché Pixel by Google è il primo smartphone con a bordo Google Assistant – che rimpiazza pertanto il vecchio Google Now – ed il primo dispositivo ad esser conforme ai dettami della piattaforma di realtà virtuale DayDream. La strategia è ad ogni modo la stessa abbozzata appena un anno or sono in occasione del lancio di Pixel C, per inciso il primo tablet Android ad esser interamente ideato, costruito e gestito dalla stessa compagnia di Mountain View. Il nuovo corso griffato Google affonda però le sue radici nel passato e, sulla scorta del lancio commerciale di Nexus One occorso nell’ormai lontano 5 gennaio 2010, coinvolge uno dei patner storici e, per converso, maggiormente vicini al <<caldo>> segmento Android: trattasi del produttore taiwanese HTC. Corsi e ricorsi storici, verrebbe quasi da dire, iscritti pur tuttavia in un background diverso rispetto ai vecchi e cari Nexus.

Google intende infatti stuzzicare l’interesse generale, immettendo sul mercato uno smartphone letteralmente <<sdoppiato>> in due varianti pronte a strizzar l’occhio ad utenti ed esigenze differenti. Le caratteristiche (estetiche e di tipo hardware) restano pressoché le medesime, ad esclusione della dimensione e risoluzione del display (5 e 5.5 pollici rispettivamente in Full HD e QHD) unita, per converso, ad un diverso amperaggio della batteria. E così Google Pixel può per certi versi esser il diretto successore di Nexus 5 e 5X, mentre Pixel XL avrà il compito di raccogliere la non trascurabile eredità di Nexus 6 e, soprattutto Nexus 6P.

La costruzione dei due dispositivi – i primi in assoluto ad esser animati dal più recente sistema operativo Android Nougat 7.1 – è certosina e studiata nei dettagli: il telaio (certificato IP53) è infatti realizzato interamente in metallo, con angoli addolciti ed un evidente richiamo in vetro per quel che riguarda la parte posteriore, dominata dalla presenza del lettore di impronte digitali e fotocamera principale. Il modello più piccolo punta pertanto ad ingolosire il pubblico per via delle sue caratteristiche intrinseche legate alla portabilità e maneggevolezza d’uso: le dimensioni sono infatti di 143.8 x 69.5 millimetri, <<conditi>> da uno spessore di 8.6 millimetri e peso di 143 grammi; diverso l’approccio di Pixel XL, indubbiamente più ingombrante ma altrettanto suggestivo per un utilizzo meramente multimediale (dimensioni 154.7 x 75.7 x 8.6 mm e peso di 168 grammi).

Dimensioni a parte, Google Pixel e Pixel XL mettono in mostra la medesima scheda tecnica. L’unico elemento di rottura fa leva sul pannello principale: identica la tecnologia AMOLED, diversa invece l’ampiezza (rispettivamente 5 e 5.5 pollici), risoluzione (Full HD e QHD) e densità di pixel per pollice (441 e 534ppi); il pannello è inoltre ricoperto da vetro Gorilla Glass 4 e dall’ormai canonico vetro 2.5D sui bordi principali. Nel novero di componentistiche hardware spicca invece la presenza del processore Snapdragon 821 di Qualcomm (quad-core a 64bit con processo produttivo a 14 nanometri): trattasi di un mero aggiornamento dell’attuale Snapdragon 820, dal quale differisce soltanto per un incremento della frequenza operativa (pari a 2.15GHz, nello specifico).

Gli smartphone sono inoltre corroborati dalla scheda grafica Adreno 530, 4 gigabyte di memoria RAM LPDDR4 e 32 o 128 gigabyte di spazio di archiviazione interno, privi di espandibilità come la precedente gamma Nexus. Completissima la connettività (Wi-FI AC, Bluetooth 4.2, GPS, NFC ed LTE), mentre il reparto fotografico promette di migliorar quanto di buono ed apprezzato occorso lo scorso anno: Google continua infatti ad implementare una fotocamera da 12.3 megapixel, strutturata stavolta dalla presenza del sensore Sony IMX378 (mera evoluzione rispetto all’IMX377 di Nexus 6P e 5X, già presente tra gli altri su Xiaomi Mi5S), impreziosito da apertura focale f/2.0, pixel larghi 1.55 micron. Il risultato sembra esser dunque presto detto: performance ragguardevoli ed ancor superiori se rapportate ai già validi Nexus 2015. Ad inverare il discorso è la recensione pubblicata dall’esperto DxOMark, che ha attribuito alla fotocamera dei Pixel by Google il punteggio monstre di 89 punti. Chiudono il quadro di specifiche tecniche la fotocamera frontale da 8 megapixel, il connettore USB Type-C e batterie da 2.770mAh (Google Pixel) e 3.450mAh (Google Pixel XL), entrambe accomunate dalla tecnologia di ricarica rapida (a detta della compagnia di Mountain View basta metter sotto carica lo smartphone per quindici minuti per poter fruire di ulteriori sette ore di autonomia in più).

L’attenzione è tuttavia rivolta verso il comparto software. I nuovi smartphone Google segnano infatti l’esordio di Android Nougat 7.1 e del launcher proprietario denominato <<Pixel>>: le novità sono diverse, tra icone circolari ed uniformi e bottoni di navigazione rivisitati. Rinnovato anche il parco di Google Apps, che poggia adesso sulla presenza di Google Allo, Duo e Google Assistant, nello specifico i nuovi servizi inaugurati in <<quel>> di Mountain View in occasione del Google I/O 2016 dello scorso maggio. Tutto ruota attorno all’universo Google, ed in tal senso si iscrive il servizio di backup illimitato delle foto e video alla massima risoluzione tramite Google Foto oltre che supporto tecnico 24/7 in cui si potrà telefonare o chattare con un operatore in qualsiasi momento della giornata.

Google Pixel e Pixel XL saranno disponibili in pre-ordine a far data da oggi in America, Canada, Germania e Gran Bretagna; si parte da 649 dollari per lo smartphone da 5 pollici corroborato da 32GB di storage, con un ulteriore esborso di 120 dollari per portare a casa la variante da 5.5 pollici con analogo spazio di archiviazione interno; tre le colorazioni previste (Really Blu, Very Silver, Quite Black) con la possibilità di personalizzare l’esperienza d’uso dello smartphone mediante le Google Live Case, ufficializzate a suo tempo per gli attuali Nexus 6P e 5X.



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