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In ambito mobile, chi segue il settore, saprà benissimo che Google vanta un’enorme maggioranza delle quote di mercato globale per la vendita di smartphone, ma Apple è quella che raccoglie la maggior parte delle entrate dalla vendita di applicazioni. Questo fatto, a sua volta, attira più interesse da parte degli sviluppatori e spiega in parte il motivo per cui molte applicazioni “cool” si trovano dapprima nell‘Apple Store e successivamente nel Play Store.

Come sappiamo, Google spende enormi risorse ogni anno per migliorare le caratteristiche del suo sistema operativo mobile Android. Ma uno dei servizi chiave di Android, il Google Play app store, non ha tenuto il passo. Ed è per questo che Google, secondo un rapporto pubblicato, è intenzionata a cambiare questa situazione tramite un piano che consentirà ai consumatori di avere una prova gratuita prima di decidere se acquistare o meno un’applicazione. L’idea sarebbe quella di utilizzare la “tecnologia app micro” per permettere a piccole porzioni di un’applicazione di essere testata prima di qualsiasi esborso di denaro.

Sicuramente un’opzione che oltre a ridurre il traffico dati, darà modo agli utenti di poter risparmiare provando l’applicazione senza acquistarla, cosa che sarebbe anche di grande aiuto per quei paesi in via di sviluppo, dove le persone hanno meno soldi da spendere per i download di app.

Ricordiamo inoltre che Google, all’inizio di quest’anno ha anche aumentato il periodo di restituzione dei un’app dopo il suo acquisto, portando questo tempo a 2 ore e 15 minuti.

Wall Street crede fortemente in queste mosse strategiche di Google tanto che ha previsto che il Play Store supererà le entrate dell’Apple Store entro il 2018. Staremo a vedere.

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