Quando l’anno scorso uscì il Google Nexus 4, aveva fatto a tutti una bellissima impressione, dato il bellissimo dispositivo e il prezzo veramente basso. L’unica pecca del device di Google, riguardava il reparto fotografico. Con il nuovo Google Nexus 5, questo problema è stato totalmente risolto, grazie ad un reparto multimaediale formato da una fotocamera da 8MP, con OIS (stabilizzatore ottico di immagine).

Vediamo nel dettaglio, come Google ha risolto il problema con Nexus 5, grazie alla stabilizzazione ottica dell’immagine.

Per stabilizzare i video e le immagini, il Nexus 5 dispone di un InvenSense IDG-2020 con un giroscopio a due assi. Fondamentalmente, la stabilizzazione ottica è un meccanismo fisico (al contrario della stabilizzazione digitale) che rileva il movimento sia dell’obiettivo che di tutto il corpo della telecamera telecamera, e controbilancia l’obbiettivo nel senso opposto, così da annullare il movimento della mano. Esistono sistemi OIS a 2 e 3 assi e i tre assi si riferiscono al movimento rotazionale. Questi assi sono chiamati Yaw, Pitch e Roll (x , y e z), che si rifericono, uno allarotazione attorno all’asse longitudinale, un altro al movimento attorno all’asse laterale e l’ultimo alla rotazione attorno all’asse verticale. L’immagine qui sotto può aiutare a capire tutto ciò:

YawPitchRoll

Ora, lo stabilizzatore ottico di immagine InvenSense IDG-2020, sul Nexus 5, stabilizza solo su 2 assi – Rolle e Pitch (x e y). Nokia, la società che ha iniziato ad usare OIS negli smartphone con il Lumia 920, però, utilizza una stabilizzazione a 3 assi che è ovviamente più efficiente.

Ora, dettagli a parte, quello su cui vorremo concentrarci di più è confrontare una fotocamera senza stabilizzazione ottico dell’immagine ( il Nexus 4) e uno con lo stabilizzatore ( il Nexus 5). Il video qui sotto mostra quale sia stata l’evoluzione nel reparto fotografico con l’aggiunta di OIS, e come quest’ultimo aiuti molto durante la ripresa video.

  http://www.youtube.com/watch?v=IdvfXmx7pOA

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