E’ andato avanti per due  anni, ma alla fine il contenzioso che ha visto Google a confronto con le autorità russe si è concluso con una maximulta di 7 milioni di dollari, che dovranno essere versati alle casse dell’erario russe.

Inoltre, il colosso californiano sarà costretto ad allargare verso i concorrenti il suo sistema Android per gli smartphone. Questo è quanto è stato reso noto grazie al vicedirettore dell’Autorità russa, Alexey Dotsenko. L’aver perso la posizione dominante non ha certamente fatto piacere all’azienda di Mountain View, molto più che ricevere l’obbligo di pagare una sanzione economica. Grazie alla vigilanza  dell’Antritrust  FAS ( Federal Antimonopoly Service) russa, il sistema operativo Android dovrà essere aperto a motori di ricerca diversi da Google.

Fino ad ora Google non ha adempiuto alle richieste della concorrenza locale, richiedendo ai produttori di smartphone di precaricare sui propri dispositivi Android le Google Apps in modo tale di ottenere anche l’accesso a Google Store: a seguito di ciò Yandex – il motore di ricerca prevalente in Russia – aveva  sporto denuncia, in quanto penalizzato dall’azione intrapresa da Google.

Il recente accordo cambia le regole rettificandole: ora BigG non potrà più imporre l’esclusiva delle sue applicazioni sui dispositivi Android in Russia, né tantomeno limitare la pre-installazione di motori di ricerca concorrenti o le applicazioni sulla schermata iniziale di Android.

L’accordo “amichevole” raggiunto dalle parti, anche a seguito della sanzione alla società americana, viene illustrato durante un comunicato in cui le parti si considerano soddisfatte, poiché hanno adempiuto alle regole comparto commerciale con Yandex e l’autorità russa

 

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