Google: impiegati in rivolta contro una collaborazione militare

Google: impiegati in rivolta contro una collaborazione militare

Gli impiegati di Google sono in rivolta contro l’azienda per una presunta collaborazione con i militari americani.

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Google ha da poco iniziato una collaborazione con il Dipartimento di Difesa degli Stati Uniti per un progetto per la progettazione di software per droni militari.

Il progetto è chiamato ”Project Maven” e conosciuto anche come “Algorithmic Warfare Cross-Functional Team(AWCFT). Il progetto è partito ad Aprile dell’anno scorso con lo scopo di accelerare e migliorare il machine-learning degli attuali droni militari.

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Google in tutto ciò dovrebbe provvedere a fornire il suo know-how per quanto riguarda il suo machine-learning e il suo modo di riconoscere gli oggetti. Esistono milioni di ore di video registrate dai droni e una vastità di dati che gli analisti del Pentagono non riescono ad analizzare in modo veloce o ad identificare ogni dettaglio interessante.

Per questo motivo è stata contattata Google che, proprietaria di Youtube, se ne intende parecchio di video.

A causa di questa possibile collaborazione, molti impiegati di Google si sono mostrati in disaccordo e lo hanno fatto lamentandosi col il suo CEO Sundar Pichai, il quale ha ricevuto migliaia di mail da parte dei suo dipendenti.

I suoi dipendenti cercano di sottolineare nelle mail il fatto che Google non dovrebbe partecipare in nessun modo al business delle armi belliche o della guerra in sè. I dipendenti hanno chiesto la cancellazione di questa collaborazione e di sottolineare a tutti che non saranno mai costruttori di tecnologia militare.

Nonostante il progetto sia catalogato come ”progetto per scopi non offensivi”, molti googlers non si fidano e replicano, dicendo che la tecnologia anche se creata per scopi non offensivi potrebbe essere usata per assistere scopi offensivi’

Per il momento non si sa se c’è stato un abbandono del progetto o meno, ma si è creato un enorme malcontento all’interno della azienda. Non ci resta che aspettare per vedere come si evolverà questa situazione.

 

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