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Google Brain, come ben ricorderete, si era resa protagonista per la creazione di musica attraverso l’ultimo sistema di intelligenza artificiale fornito dalle reti neurali di BigG che, quest’oggi, si rendono ancora protagonisti di una sessione di deep learning indipendente che ha portato alla realizzazione in solitaria di un algoritmo di crittografia intelligente.

Martín Abadi e David G. Andersen spiegano attraverso una loro pubblicazione, rilasciata sul sito della Cornell University, come tre IA chiamate Alice, Bob ed Eve siano riuscite a scambiarsi note in codice utilizzando un metodo crittografico sviluppato da loro stessi.

Alle tre intelligenze artificiali sono stati affidati diversi compiti che sono stati svolti attraverso una sorta di competizione in cui Alice doveva inviare un messaggio che potesse essere letto solo da Bob, mentre Eve doveva cercare di leggerlo spiando gli altri due.

L’esperimento straordinario è stato portato avanti attraverso il mascheramento di un semplice messaggio di testo che Alice modificava seguendo una parola chiave che Bob utilizzava poi per ricostruire il messaggio originale senza che Eve potesse scoprirlo. Eve, ad ogni modo, non è riuscito comunque a decriptare il messaggio in codice anche se inizialmente ci riusciva abbastanza facilmente. Ad Alice, infatti, è bastato davvero poco per sviluppare una chiava di crittografia a prova di curioso (o di Eve in questo caso).

Tutti i tentativi condotti da Eve hanno portato a scoprire solo metà del messaggio attraverso un processo un po fortuito. la rete neurale Google, in tal caso, è stata personificata semplificando all’estremo una situazione reale ben più complessa ma che, ad ogni modo, ha fornito un riscontro esaustivo sul lavoro di ingegnerizzazione condotto da Google con le proprie IA. Straordinario.

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