Un aiuto in casa serve sempre: siamo sempre di corsa nelle occupazioni quotidiane, perciò come non apprezzare le innovazioni tecnologiche?  Nelle novità “casalinghe” è entrato a pieno titolo Google Home, un sistema multi-room con tanto di Google Assistant. Cosa c’è di più piacevole se a un  “buongiorno” sentirsi rispondere dalla voce amica di un valido alleato che aggiorni sulle cose da fare durante la giornata o informi circa le condizioni meteorologiche, o i possibili eventi a cui voler partecipare.

Dopo le indiscrezioni trapelate mesi fa è arrivato l’aggiornamento dal colosso di Mountain View: se prima era possibile il riconoscimento vocale per un unica voce comando, a partire dal 20 di aprile è attivo su Google Home il riconoscimento fino a sei timbri vocali: ogni componente della famiglia sarà riconosciuto,  per scambiare le informazioni richieste un assistente per tutti a seconda di ciò che ci occorre. Ad esempio, ai figli potrebbe servire una ricerca scolastica, o se desiderano ascoltare una canzone particolare richiederla a voce e regolare il volume. Come in ogni conversazione che si rispetti è necessario che non ci sia una sovrapposizioni di voci, per evitare confusione: la distinzione delle voci udite consente al speaker casalingo di soddisfare le richieste  tarando i feedback in modo da erogare le informazioni utili.

Viene annullato il difetto che maggiormente limitava l’assistente, quello di riconoscere solo una voce rendendo Google Home fruibile per tutti: per renderlo effettivamente operativo sarà necessaria una prima fase di “addestramento vocale“, come ad esempio ripetere una frase iniziale di riconoscimento tipo  “ok Google” per associare la voce con l’identificazione dell’utente. Con questo nuovo aggiornamento Google ha surclassato il concorrente Amazon, visto che Echo non distingue le voci. Al momento l’aggiornamento è nella prima fase di distribuzione negli Stati Uniti.