google glass

Nonostante le pesanti critiche ricevute in termine di privacy, i Google Glass hanno un potenziale enorme e per la prima volta entrano in una sala operatoria italiana per un intervento cardiaco.

Viste le enormi critiche ricevuti in termine di violazione della privacy e per la mancanza di interesse da parte degli sviluppatori, Google ha deciso di archiviare il progetto iniziale dei Google Glass per dare il via ad un nuovo progetto che vedrà arrivare, fra diverso tempo, sul mercato i Google Glass 2.0, completamenti riprogettatati e basati anche sui feedback riportati dagli ‘explorer’, fortunati utenti che hanno potuto acquistare in anteprima il primo modello di questo occhiali Google.

In realtà i Google Glass hanno però un potenziale enorme e settori nei quali potrebbero rivelarsi estremamente interessanti, come nel campo della medicina: i Google Glass infatti sono stati utilizzati lo scorso anno, per la prima volta nella storia, in una sala operatoria dal dr. Rafael Grossmann, presso la Eastern Maine Medical Center di Bangor, Maine, per registrare e dare utili informazioni in tempo reale al chirurgo durante una operazione di “gastrostomia endoscopica percutanea”.

Da allora, i Google Glass sono stati molto utilizzati in campo medico e nelle sale operatorie di tutto il mondo ed ora finalmente sono stati scelti anche in Italia, per un delicato intervento cardiaco.

Google Glass in sala operatoria a Torino

I Google Glass sono stati utilizzati in una sala operatoria dell’ospedale San Giovanni Battista, Molinette di Torino per un intervento di cardiochirurgia dal professor Mauro Rinaldi (direttore della Cardiochirurgia universitaria presso lo stesso ospedale).

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Il professor Rinaldi ha utilizzato i Google Glass nel corso di un intervento di sostituzione della valvola aortica su un paziente di 70 anni. L’operazione è stato effettuata attraverso una piccola incisione tra i cinque e sei centimetri (minitoracotomia), senza necessità di aprire lo sterno del paziente.

I Google Glass sono stati gestiti con semplici comandi vocali, attraverso i quali il chirurgo poteva anche informare i collaboratori presenti in sala e gli addetti ai lavori, che potevano vedere l’operazione “dagli occhi del chirurgo” grazie ad un collegamento attraverso un ‘hangout‘, sui vari passaggi dell’intervento. Il professor Rinaldi inoltre ha potuto consultare i dati clinici e strumentali del paziente in tempo reale, grazie al display ad alta risoluzione montato su una lente che offriva al chirurgo un’immagine simile a quella che vista da uno schermo da 25 pollici, ma senza alcuna distrazione.

L’operazione è ovviamente riuscita alla perfezione ed ora il paziente è ricoverato in terapia intensiva presso l’ospedale, mentre il materiale registrato dai Google Glass utilizzati dal professor Rinaldi, verrà utilizzato a scopo didattico e scientifico.