I due colossi hi-tech Google e Facebook hanno deciso di dichiarare guerra alle bufale e tutti i siti che diffondono notizie false, negando loro la pubblicità.

Secondo alcuni commentatori, l’enorme mole di siti di disinformazione avrebbe incentivato l’elezione del repubblicano Donald Trump, grazie alle news infondate che hanno contribuito a polarizzare gli utenti in due schieramenti contrapposti.

Al centro delle polemiche il motore di ricerca Google: se si digitavano le parole “conteggio finale delle elezioni 2016”, uno tra i link suggeriti sosteneva un’enorme bufala, ossia riteneva che Trump avesse vinto anche il voto popolare, superato in realtà da Hillary Clinton. “L’obiettivo del nostro motore di ricerca è fornire agli utenti i risultati più utili e rilevanti. In questo caso abbiamo chiaramente fatto un errore, ma lavoriamo continuamente per migliorare il nostro algoritmo”, ha reso noto il colosso di Mountain View, che ha deciso di vietare ai siti che diffondono false notizie di usare il proprio servizio pubblicitario online.

Non è la prima contromisura che Google utilizza per contrastare le bufale: le scorse settimane, in piena campagna elettorale statunitensse, il motore di ricerca ha introdotto il Fact Check per la sua sezione News, uno strumento atto a verificare le informazioni diffuse.

Anche Facebook non è da meno: di recente il social network è stato accusato di essere uno dei principali responsabili del fenomeno Trump perché avrebbe veicolato notizie false in grado di spostare preferenze verso l’attuale presidente degli Stati Uniti.

La bufala più eclatante è stata la diffusione su Facebook di un link ad un sito che dichiarava un presunto sostegno di papa Francesco a Donald Trump.

Il CEO Mark Zuckerberg ha difeso la propria piattaforma affermando che il 99% delle notizie che circola sul network è autentica e che sarebbe “folle pensare che la gente abbia votato in base a notizie false circolate su Facebook”.

Tuttavia, il social network ha deciso di aggiornare la sua o la policy relativa al proprio sistema di pubblicità: “In accordo con le policy di Audience Network, non integriamo o mostriamo pubblicità nelle app e nei siti che pubblicano contenuti illegali, ingannevoli o fallaci, incluse le notizie false. Sebbene fosse sottinteso, abbiamo aggiornato la policy per chiarire in modo esplicito che questo vale anche per le notizie false. Il nostro team continuerà ad esaminare attentamente tutti i potenziali editori e a monitorare tutti quelli già esistenti per garantirne la conformità”, hanno reso noto da Menlo Park.

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