La società DeepMind, di proprietà di Google dal 2014, ha svolto importanti passi avanti nel settore dell’intelligenza artificiale: l’azienda ha annunciato di aver portato a termine lo sviluppo di una AI in grado di imparare “ricordando” i dati presenti nella sua memoria.

Nel dettaglio, l’intelligenza artificiale può elaborare risposte facendo affidamento ai dati già presenti nel suo database, senza necessità di programmarla appositamente per ogni quesito. I ricercatori hanno testato il programma utilizzando la metropolitana di Londra, che ne ha sfruttato la tecnologia per trovare il modo più veloce per muoversi per le linee e capirne il sistema in autonomia.

La vera novità sta nel metodo utilizzato per arrivare al risultato finale, chiamato DNC, ovvero “computer neurale differenziabile”, il quale è riuscito a collegare i network neurali con una memoria esterna. Un grande progresso, se si tiene conto del fatto che i network neurali sono validi nell’apprendere, ma da scarsi nel conservare dei dati.

Grazie alla nuova tecnologia di DeepMind, l’intelligenza artificiale è in grado di gestire e memorizzare i suoi apprendimenti, in modo tale da utilizzare quella memoria quando deve svolgere un compito.

Dopo aver imparato e utilizzato le informazioni sulla metropolitana di Londra, il DNC potrebbe addirittura utilizzare tali dati per lavorare sulla metropolitana di un’altra città: “Sarebbe capace di operare su qualcosa di completamente nuovo che non ha mai visto prima, è un importante tipo di memoria che finora è mancata nei network neurali”, racconta Alex Graves, ricercatore scientifico di Google DeepMind, il quale sottolinea di rimanere con i piedi per terra e di essere “diffidente dal dire che adesso abbiamo una macchina in grado di ragionare, anche se siamo davanti a un miglioramento della memoria, aspetto fondamentale nella costruzione di un ragionamento”.

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