Google collabora con NASA e scopre esopianeta grazie all’IA

Google collabora con NASA e scopre esopianeta grazie all’IA

La NASA ha scoperto un ottavo pianeta attorno a una stella lontana, il che significa che non siamo più il più grande sistema solare di cui conosciamo la storia.

La scoperta è stata fatta grazie all’aiuto dell’ Intelligenza Artificiale di Google, che ha trovato il pianeta setacciando segnali “deboli” precedentemente trascurati nei dati catturati dal telescopio spaziale Kepler. Il nuovo pianeta recentemente scoperto si trova nel sistema solare intorno a Kepler-90, una stella a circa 2.500 anni luce dalla Terra, scoperta nel 2014.

Il telescopio spaziale Kepler è stato alla ricerca del cielo galattico per esopianeti, o pianeti al di fuori del nostro sistema solare, fin dal suo lancio nel 2009. Al fine di esaminare tutti i dati catturati da quel lancio, gli scienziati sono soliti dare la priorità ai segnali più forti. Questo processo ha funzionato abbastanza bene finora. La NASA ha confermato 2.525 esopianeti in quel periodo, un numero che ha cambiato la nostra comprensione di come sia comune trovare pianeti intorno alle stelle che compongono la nostra galassia.

Recentemente, tuttavia, l’Intelligenza Artificiale è diventata uno dei più importanti strumenti dell’ astronomia. Gli scienziati – compresi quelli che lavorano sui dati Kepler – si sono rivolti sempre più spesso al machine learning per mettere ordine tra i dati con priorità inferiore e vedere cosa avrebbero potuto perdere. Nel processo, hanno trovato un pianeta trascurato che ora si chiama Kepler-90i.

Tuttavia, mentre ora sappiamo che Kepler-90 ha lo stesso numero di pianeti orbitanti del nostro Sole, il sistema solare è un pessimo candidato per la ricerca della vita extraterrestre – o almeno della vita come la conosciamo, specialmente se paragonato a qualcosa di simile ai pianeti che circondano TRAPPIST-1. Kepler-90 è circa il 20% più grande e 5% più caldo del nostro Sole. E i suoi otto pianeti si muovono intorno alla stella in orbite molto più vicine di quelle del nostro sistema solare, le quali sono talmente piccole che sette degli otto pianeti di Kepler-90 si inseriscono tra la Terra e il Sole.

La scoperta di Kepler-90i, è arrivata dopo che la NASA ha permesso a Google di perfezionare i suoi algoritmi di machine learning su 15.000 segnali provenienti da potenziali pianeti nel database Kepler. Gli scienziati hanno poi utilizzato il sistema per lavorare su dati provenienti da 670 stelle che erano già note per avere più pianeti. Il pianeta recentemente scoperto in Kepler-90, insieme ad un altro trovato nel sistema solare Kepler-80 sono stati i primi che la NASA è stata in grado di confermare da questi nuovi risultati provenienti da Google AI.

L’inclusione del machine learning in questo settore non dovrebbe spaventare gli esseri umani il cui sostentamento ruota intorno alla scoperta e allo studio degli esopianeti: secondo Chris Shallue, un ingegnere software dell’Intelligenza Artificiale di Google che ha lavorato al progetto si tratta di uno strumento in più per aumentare la produttività degli astronomi atto a semplificare il loro lavoro, non a sostituirlo.