Stazione Spaziale Internazionale

Google Earth per Android consente di esplorare il “nostro” pianeta semplicemente facendo scivolare un dito sullo schermo di un dispositivo mobile. La piattaforma fornisce immagini satellitari, sorvola in 3D città come Londra, Tokyo e Roma, ed è in grado di curiosare persino tra le vie cittadine: con l’app integrata Street View, ma anche grazie a partner come BBC Earth, Nasa e Sesame Street, infatti, essa mostra storie che rivelano che cosa vuol dire vivere in questi luoghi.

Si è in grado di esplorare gli angoli più remoti del pianeta direttamente dal proprio browser e guardare il mondo con occhi attenti e nuove prospettive, fuori dalla consuetudine giornaliera. Ora tutto questo può diventare un social network: secondo alcune riviste specializzate dell’hi-tech, infatti, Google penserebbe di sperimentare l’introduzione di alcune funzionalità social in Google Earth, così da consentire agli utenti di caricare viaggi, in forma testuale e/o multimediale, anche personali.

Già nel corso dell’ultimo summit, Google aveva presentato il progetto per una nuova piattaforma social basata su Voyager di Google Earth, alla ricerca delle possibili espansioni e delle sue future potenzialità; in quella occasione, in una conferenza tenutasi nella città di São Paulo, la proposta era stata illustrata dall’ingegnere software Rebecca Moore.

Sono stati mappati 11 siti a documentare il rapporto esistente, e le relative problematiche, tra la foresta pluviale e la sua gente, trattando importanti argomenti come acqua, cibo e origini culturali.

E il modo in cui Google stia lentamente inserendo funzioni sempre più social nei suoi vari servizi non è certo passato inosservato ad alcune riviste del settore hi-tech quali ad esempio The Next Web; insomma, le recenti modifiche apportate a Google Maps (per dirne una), che ora consente agli utenti di creare delle liste di località preferite da condividere con i contatti su Google Plus, hanno decisamente fatto parlare di sé.

Come confermato anche da Rebecca Moore, responsabile del progetto “Google Earth”, gli eventuali contributi degli utenti allo sviluppo (in tal senso) dell’app in questione potrebbero essere pubblici o privati (ma in questo secondo caso inviati tramite la modalità di versamento prevista per donazioni fatte ad amici e parenti stretti): gli importi offerti, cioè, non saranno monetizzati dalla compagnia di Mountain View, che afferma essere in grado di proporre Earth come un regalo agli utenti, avendo già servizi da cui produrre entrate pubblicitarie a sufficienza.

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