Da un’app che ha fatto dell’estemporaneità la sua ragione d’essere non ci si poteva aspettare che una strategia di marketing fuori dal comune. Ecco perché gli Spectacles di Snapchat, gli occhiali-videocamera lanciati proprio da Snap, l’azienda madre di Snapchat, non saranno in vendita nei negozi o sul web, ma solamente attraverso dei misteriosi distributori automatici itineranti, chiamati Snapbot, che giorno dopo giorno faranno un tour degli Stati Uniti. Con tanto di sito ad hoc per tracciarne gli spostamenti e farsi trovare pronti allo shopping.

Domenica 13 novembre l’azienda ha annunciato lo sbarco di un secondo bot al Pfeiffer Big Sur State Park, sempre in California. Un luogo non certo casuale: offre più di un panorama mozzafiato da catturare con gli occhiali e condividere con i propri follower. Sono bastate poche ore perché il distributore esaurisse gli smart glass: erano già sold out alle 10:45 del mattino. Chi è rimasto a bocca asciutta si è potuto consolare con la vista, come una ragazza che ha twittato: «Sono venuta per gli Spectacles, me ne vado con un bel panorama».

Gli Spectacles, venduti al prezzo di 130 dollari (circa 120 euro), sono occhiali da sole dotati di una videocamera sul lato destro e un piccolo display led su quello sinistro. Una volta collegati via bluetooth o wi-fi con lo smartphone, basta un tocco sull’asticella laterale per avviare la registrazione di un video da 10 secondi, pronto per essere condiviso su Snapchat. Per ricaricare gli occhiali basta riporli nella custodia-batteria, che dovrebbe garantire un’intera giornata di utilizzo.

Spectacles di Snapchat

Canale di distribuzione originale quindi, basso numero di Spectacles messi in commercio, divertente campagna sui social: tutto, in questa prima fase della vendita degli smart glass, è studiato a tavolino per rendere il loro arrivo sul mercato speciale, solleticando la curiosità di addetti ai lavori e non. Del resto, dei distributori automatici color limone con il volto sorridente sono più una campagna di marketing che un vero e proprio canale di vendita. Non a caso, i bot non saranno l’unico modo per impossessarsi degli occhiali: tra qualche mese dovrebbero sbarcare anche nei negozi specializzati.

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