In questi giorni l’Italia e soprattutto la Campania è afflitta da terribili incendi che si sono concentrati soprattutto nella zona del Vesuvio.

A rendere il tutto ancora più angosciante è una notizia shock che circola sul web da ieri e riportata sulle principali testate nazionali come il Messaggero: sembra che i roghi siano di natura dolosa e che i piromani stiano utilizzando dei poveri gatti cosparsi di benzina per propagare le fiamme nei boschi.

Tale notizia trova però pareri discordanti: il Corriere della Sera ha pubblicato un articolo etichettando la notizia come una fake news, affermando di aver contattato la forestale e che “i roghi in Campania sono tutti di origine dolosa, ma secondo le nostre fonti gli animali non c’entrano”.

La situazione si complica se si ricercano conferme tramite social: il garante degli animali del Comune di Napoli, Stella Cervasio ha affermato su Facebook di essersi recata sul posto “come garante diritti animali del Comune di Napoli per monitorare la situazione fauna. Non c’era nessun animale usato come esca per il fuoco”. Di seguito il post completo:

Ero la sola giornalista ieri con qualche fotoreporter sul Vesuvio e con Annamaria Chiariello di Canale 5. Ed ero lì…

Posted by Stella Cervasio on Mittwoch, 12. Juli 2017

Ad ogni modo anche il deputato del Movimento Cinque Stelle Paolo Bernini ha condiviso sulla propria pagina Facebook un post affermando tutto il contrario e condividendo una foto come prova, ma date le immagini molto forti ci limiteremo a riportare parte del testo pubblicato sul social (comunque raggiungibile al seguente link), disponibile qui di seguito:

“Il quadro di queste ore che ho trascorso, nella giornata di ieri fino a tarda sera, sul territorio Vesuviano dimostra che non esiste un adeguato piano di emergenza e di azione per episodi come questo e che, ogni intervento di messa in sicurezza dei cani dei canili e randagi che, secondo la legge, sono invece di responsabilità del Sindaco, sono, di fatto, demandati ai volontari delle associazioni .

La situazione apocalittica che ho potuto verificare ieri con i miei occhi dimostra che siamo di fronte ad un chiaro disegno criminoso di distruzione di tutta l’aria Vesuviana e della sua preziosa biodiversità e che per essere messo a segno, parrebbe aver utilizzato anche gatti vivi cui viene dato fuoco come innesco dell’incendio.

Ho appreso questa notizia dagli organi di stampa e, per questo, ho provveduto immediatamente a chiedere informazioni al Comando dei Vigili del fuoco perché se tale notizia venisse confermata, ci troveremmo di fronte a dei veri mostri, pericolosi evidentemente oltre che per gli animali e per tutta la biodiversità, anche per le altre persone”.

Allora dov’è la verità in tutto questo? Purtroppo la verità è nel mezzo: la tecnica di utilizzare poveri animali per appiccare incendi purtroppo è una crudele realità, ma non è questo il caso, come confermato dall’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente, la quale ha diffuso la seguente nota: “Apprendiamo con viva soddisfazione che i carabinieri forestali hanno smentito la notizia, anche da noi ripresa secondo cui non sono stati utilizzati i gatti per estendere le fiamme nell’incendio del Vesuvio. Abbiamo noi stessi fatto una verifica e quindi possiamo confermare che i gatti rinvenuti morti non erano stati usati per estendere le fiamme, ciò non toglie che i gatti siano stati ritrovati morti bruciati. Vivi”.

Ad ogni modo gli incendi sono di natura dolosa e non causati dall’incuria come affermato dalla giornalista Cervasio. Probabile, infine, che la foto del deputato M5S possa ritrarre un povero gatto morto accidentalmente nell’incendio: ciò che possiamo dire con sicurezza è che quel micio è solo uno dei tanti animali vittime di questa drammatica situazione che comporta gravi pericoli anche per la popolazione.

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