Fatturazione a 28 giorni: stop dalla legge italiana

Fatturazione a 28 giorni: stop dalla legge italiana

Ieri 30 novembre 2017 è stato un grande giorno per gli utenti di telefonia che almeno una volta sono riusciti a vincere contro i Big del mercato come TIM, Vodafone, 3 Italia e Wind. Già lo scorso 14 novembre era stato approvato l’emendamento che blocca la fatturazione a 28 giorni, e ieri la Camera dei Deputati ha definitivamente approvato la legge che vieta la pratica. È dunque tempo di adeguamenti per gli operatori, che dovranno ripristinare le condizioni originarie.

Fatturazione a 28 giorni: fine di una brutta storia

La fatturazione a 28 giorni ha portato a un netto aumento dei costi ma non è finita qui, visto che le offerte telefoniche – oltre che rinnovarsi in anticipo – hanno subìto anche rimodulazioni di vario genere. È per esempio il caso di Wind, che ha più volte modificato il canone dei suoi clienti aumentando, quindi, di due volte il costo degli abbonamenti. Ora però gli operatori dovranno adeguarsi entro 120 giorni alle nuove normative tornando alla fatturazione mensile.

Chi non si adeguerà entro i tempi prestabiliti riceverà una sanzione che va da un minimo di 240.000€ a un massimo di 5 milioni di euro. Tuttavia è lecito supporre che gli operatori, nell’ottica di un agile recupero del denaro perduto, decidano di applicare nel 2018 delle ulteriori rimodulazioni unilaterali ai piani tariffari così da allineare i futuri introiti a quelli avuti finora, derivanti dal vecchio conteggio dei giorni. Ecco che dunque il ritorno alla fatturazione mensile potrebbe costituire una semplice formalità.