Facebook Marketplace

Armi, bustine di marijuana, animali vivi, sesso a pagamento: a due giorni dal debutto,  Facebook Marketplace – il nuovo spazio e-commerce lanciato lunedì del colosso di Palo Alto per consentire agli utenti di mettere in vendita oggetti di cui vogliono disfarsi – sembra già essersi trasformato in una versione social del deep web, quel lato oscuro di internet dove, appunto, prosperano le attività illegali.

Dopo aver a lungo studiato i meccanismi che regolano il flusso di merce su eBay, aver sondato il terreno presso gli utenti e aver finalmente deciso di dar vita al nuovo spazio utile a favorire le compravendite tra gli iscritti al social network, i responsabili di Facebook si sono tuttavia dimenticati di aver omesso la componente relativa al controllo della tipologia di merce venduta e acquistata, venendo investiti da una sorta di ciclone a sole poche ore dal lancio della nuova funzione.

Un discreto numero di utenti ha infatti pensato che, in assenza totale di controllo, si sarebbe potuto impiegare Marketplace per vendere e acquistare merci palesemente vietate, come armi e droga, senza neanche il fastidio di doversi calare nel Deep Web, di installare un browser dedicato alla navigazione anonima e di addentrarsi in una realtà che appare spesso pericolosa e insidiosa perfino per gli stessi spacciatori di droga e per i trafficanti di armi. Pieno di annunci, con tanto di fotografie, di prodotti decisamente proibiti se non esplicitamente fuori legge. Fra gli oggetti apparsi nelle prime ore del nuovo tool, ci sono infatti pistole, serpenti, droghe d’ogni genere, un cucciolo di porcospino e perfino un bambino.

Eppure il mercatone online che da lunedì funziona negli Stati Uniti, Gran Bretagna e Australia (per il resto del mondo bisognerà aspettare ancora alcuni mesi) ha regole chiare contro il mercato illegale. E una lista di oggetti banditi che comprende proprio droghe (e perfino semplice tabacco) armi di ogni tipo, animali, alcolici, medicine, oggetti erotici, prestazioni sessuali e oggetti “non fisici” come prodotti digitali, abbonamenti o servizi di consulenza.

In attesa di aggiustare il sistema automatico Facebook per ora si sta appoggiando sulle segnalazioni degli utenti: proprio come  per i post, prendendo misure e analizzando le denunce caso per caso. Il sistema infatti, che non ha stelline o commenti come altri siti di commercio online tipo eBay o Amazon si basa quasi esclusivamente sul vaglio di chi lo utilizza. Per ora, la mortificazione pubblica di Marketplace di Facebook vola su Twitter. In attesa di vedere come andrà nei prossimi giorni.

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