facebook

Ormai dal 2008 Facebook ha introdotto il “badge”: una sorta di applicazione che permetteva agli utenti di dichiarare di aver votato. Non è una novità, ma nel corso degli anni Facebook è riuscito a portare alle urne ben 340.000 americani in più – e da qualche tempo il badge è stato sperimentato anche in Italia, per far sì che il voto, diventando fenomeno social, portasse anche più giovani ad interessarsi alla politica.

Ma Facebook non si è limitato a questo. Come si legge sul Mother Jones in un articolo di Micha L. Sifry, il social ha persino manipolato il flusso di notizie visualizzate dagli utenti. Quando manca poco tempo alle elezioni, il filtro che seleziona le notizie di attualità viene modificato. E l’attenzione sui fatti che riguardavano la politica del governo si è alzata di molto (dal 64 al 67%). Non è necessariamente un male informare i cittadini, ma Facebook non l’ha fatto in modo trasparente. Lo stesso Facebook potrebbe usare il suo potere, d’altronde, per portare e diffondere un’idea politica piuttosto che un’altra. Non ce ne rendiamo conto, ma la scelta di cosa mostrare sul newsfeed incide di molto sulle nostre decisioni, politiche, economiche, e così via.

Viene chiesto da più parti, invece, che ogni volta che Facebook altera i Feed dovrebbe dichiararlo apertamente. Al momento, invece, subiamo e basta…

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