Mark Zuckerberg ha pubblicato un post sul suo profilo Facebook per comunicare i risultati fiscali  raggiunti dalla compagnia, con un  aumento di utenti attivi che hanno raggiunto gli 1,9 miliardi: un incremento  del 17% anno, quasi un quarto della popolazione mondiale.

Poco importa se  il post è stato pubblicato pochi minuti dopo i problemi di connessione a WhatsApp,  creando un po’ di panico tra gli amanti della messaggistica. Di fatto il social network di Zuckerberg  batte le previsioni  degli analisti con i suoi risultati relativi al Q1 2017, arrivando a 8,03 miliardi di fatturato, una crescita del 49% sul primo trimestre dello scorso anno, superando le rosee previsioni di Wall Street  che puntava ad un +45%.

L’incremento principale delle revenue è il mobile, grazie alle entrate pubblicitarie provenienti da smartphone e tablet che da sole raggiungono  l’85% di quelle totali nel trimestre, e dall’82% del primo quarto del 2016.

La  pubblicità è in crescita ogni anno: la monetizzazione per singolo utente, solo nei primi tre mesi dell’anno con ricavi medi derivati dalla pubblicità per utente sono di 4,14 dollari, rispetto ai 3,21 di un anno fa.

Zuckerberg non sembra fermarsi sui risultati fino ad ora raggiunti, con  Facebook si organizzano nuove opportunità di monetizzazione, Davide Wehner, CFO della società ha manifestato la volontà di voler sfruttare la tab per i video ( di recente lanciata sull’app della piattaforma), con contenuti video decisamente più lunghi, aggiungendo che Facebook potrebbe iniziare degli accordi analoghi a quelli di Twitter con la NFL.  Un idea che trasformerebbe Facebook, in una piattaforma per la visualizzazione di video, non solo un posto dove la gente cerca notizie e amici.

Il social network ultimamente è nel mirino dei fatti di cronaca, con delle importanti questioni da riso. E’ recente la notizia che Facebook ha assunto 3 mila persone per ottimizzare e accelerare i tempi di il controllo dei contenuti segnalati con circa 7.500 revisori operativi totali nell’accogliere  le segnalazioni degli utenti  di concerto con le forze dell’ordine per  individuare rapidamente il materiale sconveniente da rimuovere.

Come a dire una brutta pubblicità non è comunque pubblicità a cui aspirare.

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