Ello

Nel corso degli ultimi anni Facebook ha governato indisturbato il mondo dei social media senza preoccuparsi minimamente dei suoi contendenti che hanno tentato inutilmente di sfidarlo nel suo predominio. Google con Google+ resiste ancora nonostante sia poco frequentato e quasi inutile, mentre le altre piattaforme hanno dovuto trovare una nuova via creandosi la propria nicchia. Whatsapp è esploso in messaggistica, Twitter in microblogging e Instagram nel photo share. In tutti questi anni non c’è stato nessuno che abbia mai corso un serio testa a testa con la piattaforma Facebook.

Questo fino ad ora, fino a quando il nuovo Social Media Ello non è esploso in popolarità con un numero notevole di richieste di accesso. Dopo la notizia dell’imminente lancio di Ello, lo scorso marzo, i produttori si erano detti preoccupati, e anche a ragione, di percorrere la stessa strada che i detrattori di Facebook avevano fatto in quel momento, in poche parole sparire. Ma il misterioso social network è improvvisamente esploso in popolarità da quando Facebook ha cominciato a scacciare artisti,  performers e comunità LGBTQ.

Quando è iniziato il roll-out nel mese di luglio, Ello ha ottenuto alcune richieste di ingresso tramite il classico passa parola fino a diventare tre volte più grande ogni giorno. Successivamente c’è stato un enorme esodo della comunità Gay da Facebook e l’interesse per Ello è diventato mondiale. Il fondatore ha detto che ci sono circa 4000 nuove registrazioni ogni ora portandolo ad una esplosione definitiva.

Ello

Ello è attualmente in beta testing e non presenta molte funzioni, tanto meno versioni per il mobile: si presenta totalmente acerbo e vi si può accedere solamente con un invito che può essere richiesto direttamente alla pagina principale a questo link.

Un’intervista a Paul Budnitz, il fondatore di Ello (nonché creatore della Budnitz Bicycles, una società di biciclette di lusso poi abbandonata nel 2010) sostiene che Ello è nato a causa della disillusione nei confronti delle altre reti sociali, aggiungendo che:

“Io e i miei partner avevamo perso interesse verso glia altri social network – esausti da annunci, disordine e la sensazione di essere manipolati e ingannati da aziende che chiaramente non tenevano a cuore i nostri interessi, così abbiamo usato Ello privatamente per circa un anno, invitando circa 100 dei nostri amici artisti e stilisti ad unirsi.

Il crescente interesse ha fatto sì che la domanda divenisse troppo grande da gestire per i server di Ello. Prosegue poi Budnitz:

Facebook, Google+, Tumblr, ecc, non sono vere e proprie reti sociali – sono piattaforme di pubblicità ed esistono solo per vendere annunci, questo è tutto…

La homepage del sito recita il seguente manifesto:

Il vostro social network è di proprietà degli inserzionisti.

Ogni post che condividete, ogni amico che aggiungete e ogni collegamento che seguite, viene monitorato, registrato e convertito in dati. Gli inserzionisti acquistano i vostri dati in modo che possano mostrare più annunci. Tu sei il prodotto che viene comprato e venduto.

Crediamo che ci sia un modo migliore. Noi crediamo nell’audacia. Noi crediamo nella bellezza, nella semplicità e nella trasparenza. Noi crediamo che le persone che fanno le cose e le persone che le utilizzano, devono essere in partnership.

Crediamo che un social network può essere uno strumento per legittimare. Non è uno strumento per ingannare, costringere e manipolare – ma un posto per collegare, creare e celebrare la vita.

Tu non sei un prodotto.

Dunque l’idea è quella di non trattare l’utente come un prodotto e di mantenere i dati, le utenze e la privacy al sicuro. Budnitz prosegue poi concludendo:

“Facebook ha recentemente iniziato il giro di vite sulle persone con nomi non verificabili, o chiunque utilizzi un alias. Certo, in questo modo si riduce il numero dei troll e degli account spam, ma crea problemi a quelle persone che hanno bisogno di nascondere la propria identità per motivi di auto-espressione o di sicurezza.
Gli artisti, i blogger, le persone che sono preoccupate per la privacy, le persone che hanno avuto problemi con stalker, celebrità e membri della comunità LGBTQ, a volte scelgono di non usare i loro veri nomi – di preferenza personale, o per proteggere se stessi. Tutte queste persone vengono cacciate da Facebook. Noi invitiamo le persone ad essere ciò che vogliono essere in Ello, non vi è alcun motivo per noi per richiedere alle persone di utilizzare i nomi reali.”

Ello è ancora in crescita, e chiunque visiti il sito può parlare apertamente con il signor Budnitz e con il suo team. Nel frattempo, il team di Ello si sta adeguando ai nuovi utenti per rendere l’ambiente social un luogo senza soluzione di continuità, sicuro ed emozionante per chi si presenta.

Dunque Facebook è avvisata, una nuova minaccia cerca di soffiargli il monopolio. Non sappiamo se Ello riuscirà nel suo intento di sostituirsi a Facebook (magari anch’esso verrà acquistato dal colosso di Zuckerberg), la nostra speranza è solo quella che le promesse fatte da Ello, qualora diventasse veramente un punto di riferimento, non rimangano solamente nei ricordi di chi leggerà questo e altri articoli sulla vicenda.

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