Ebola contagia Twitter

Lo scoppio dell’allarme Ebola contagia Twitter con un considerevole aumento dei tweet italiani che spaziano dai messaggi di solidarietà alle popolazioni colpite alla paura di infezioni.

L’agenzia italiana WatkinsMedia ha raccolto ed analizzato, attraverso gli strumenti di monitoraggio messi a disposizione della società inglese Brandwatch, un considerevole numero di tweet in lingua italiana e contenenti al loro interno la parola ‘ebola’, per il periodo compreso dal 1 Gennaio all’8 Ottobre 2014, al fine di comprendere e mostrare al pubblico quanto sia diventato di particolare rilevanza il tema ebola nella vita degli italiani.

Analizzando i dati raccolti da WatkinsMedia è possibile notare che se a Gennaio la media dei post contenenti la parola ‘ebola’era praticamente vicino allo zero, a Luglio il volume è passato a 2.500 tweet giornalieri, senza mai scendere comunque sotto quota 1.000 ed addirittura a Settembre i messaggi in media sono diventati circa 3.000 al giorno e soprattutto in continuo aumento, anche in considerazione della scoperta di presunti nuovi casi di contagio in Europa e della conseguente popolarità mediatica che il caso sta suscitando.

Matthew Watkins e Marco Sebastio di WatkinsMedia durante la presentazione del report hanno dichiarato:

I social oggi sono importantissimi nello studio del sentimento nazionale. Spesso leggiamo dell’influenza dei social network negli Stati Uniti ma anche in Europa, e in Italia, Twitter e Facebook sono uno specchio reale di quello che accade nel paese. Grazie al supporto di Brandwatch, lo stato dell’arte del monitoraggio su internet, abbiamo potuto analizzare il modo in cui i nostri connazionali hanno condiviso pensieri e paure con il caso ebola e un contagio che sembra avvicinarsi ogni giorno di più. Così abbiamo individuato uno dei più grandi poteri di Twitter, saper informare ed educare le persone prima che un avvenimento incalzante, come un pericolo del genere, raggiunga davvero i nostri confini.

A conferma di tali dichiarazioni, nell’analisi è ben visibile come uno dei giorni con il maggior numero di tweet riguardanti ebola, sia stato il 12 Agosto scorso, giorno nel quale è avvenuto il decesso del missionario spagnolo infettato dal virus e la conseguente autorizzazione da parte dell’OMS all’utilizzo di farmaci sperimentali.  Dal giorno successivo poi, visto anche l’aumento mediatico del caso ebola, è stato possibile notare un vero e proprio boom di tweet riguardanti l’argomento.

“I social network rappresentano oggi un punto di vista privilegiato sulla società, sono il luogo virtuale in cui milioni di italiani esprimono pareri, giudizi, impressioni. Twitter, a differenza di Facebook, poggia le basi su una rete incentrata sulla notizia e per questo è diventato quasi un simulacro di ciò che interessa l’opinione pubblica. Sebbene la popolazione attiva su Twitter non sia demograficamente corrispondente a quella reale, la piattaforma resta oggi il miglior strumento di indagine per i processi sociocomunicativi in atto” – si legge nel report di WatkinsMedia.

Sempre secondo il report poi, se inizialmente il tema ebola era trattato su Twitter solo dalla organizzazioni umanitari come Unicef e simili, in un secondo momento anche politici e personaggi dello spettacolo e della cultura hanno iniziato ad interessarsi al tema, che ovviamente è diventato di interesse anche per i vari account delle testate giornalistiche del paese quali Ansa, Sky, Corriere e Repubblica, che hanno intensificato notevolmente i tweet sull’epidemia.

Dopo l’annuncio poi del possibile primo contagio in Italia, a Civitanova Marche, avvenuto il 9 Settembre scorso, è scoppiata una vera e propria psicosi nazionale con oltre 42.867 tweet postati dal 30 Settembre all’8 Ottobre.

E questa crescente psicosi ha portato nelle ultime settimane ad una media di oltre 10.000 tweet al giorno in Italia contenenti la parola ‘ebola’ al loro interno, incentrati su messaggi di solidarietà, ma anche richieste di informazioni o solo di preoccupazione da parte dei nostri connazionali e che dimostrano come il caso sia vivo nelle coscienze degli Italiani, sempre maggiormente preoccupati da questo virus letale.

E voi come vivete il caso ‘ebola’? Aspettiamo i vostri commenti a riguardo!

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