L’affare tra Motorola e Lenovo è stato finalmente concluso, a distanza di quasi dieci mesi dall’annuncio in base al quale Google decideva di separarsi da Motorola Mobility e di venderla a Lenovo per 2,91 miliardi di dollari (660 milioni in contanti, 750 milioni in azioni ordinarie di Lenovo, e una cambiale della durata di tre anni per un valore di un miliardo e mezzo di dollari). Dunque, Motorola e i suoi 3.500 dipendenti sparsi in tutto il mondo appartengono ora a Lenovo.

La notizia è stata diffusa da Lenovo in una conferenza stampa, che riporta nel dettaglio i maggiori punti di forza di Motorola e della sua dignitosa – benché non estesissima – gamma di prodotti tra cui spiccano importanti linee quali le famiglie G, X, E e DROID. Come previsto, Motorola sarà una società ausiliaria totalmente di proprietà di Lenovo, il suo CEO Rick Osterloh manterrà la propria posizione esecutiva e il quartier generale dell’azienda rimarrà a Chicago.

“Oggi abbiamo raggiunto un traguardo storico per Lenovo e per Motorola – e insieme siamo pronti a misurarci, crescere e vincere nel mercato globale degli smartphone”, ha dichiarato Yang Yuanqing, attuale CEO e presidente di Lenovo. “Costruendo un formidabile numero tre e un credibile sfidante per i primi due concorrenti di smartphone, daremo al mercato qualcosa di cui aveva bisogno: scelta, competizione e una nuova scintilla innovativa”.

Riguardo a Lenovo, l’acquisizione permetterà al nuovo complesso di risvegliare l’attuale mercato degli smartphones. Proprio ieri è apparso chiaro che Lenovo potrebbe aver già perso una o due posizioni nelle statistiche ufficiali, con Xiaomi inesorabilmente concentrata nella propria crociata ed attualmente al terzo posto dei maggiori produttori di smartphone al mondo.

Il grande impulso proveniente da Motorola sosterrà sicuramente Lenovo nella sua corsa all’incremento delle vendite ed a risultati finanziari ancora migliori di quelli ottenuti finora. L’azienda cinese fa infatti affidamento sul successo consolidato di Motorola in mercati maturi come quello statunitense, e naturalmente sul mutuo intento di farsi strada nei mercati emergenti, con l’obiettivo di riuscire a vendere quest’anno più di 100 milioni di dispositivi.

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