doom

In questi giorni grazie alla rivista specializzata Game Informer abbiamo avuto delle anticipazioni sul nuovo attesissimo gioco DOOM, in uscita nella primavera del 2016 su PC, Xbox One e PS4.

Il gioco, a distanza di oltre 10 anni dall’ultimo capitolo, ha avuto una gestazione piuttosto difficile: conosciuto inizialmente con il nome di Doom 4, fu annunciato nel maggio del 2008 da John Carmack, fondatore della Id Software; ma nel 2009 lo storica software house viene acquistata da ZeniMax Media, che oggi conosciamo con il nome di Bethesda Softworks, e nell’aprile del 2013 John Carmack lascia la Id Software ufficialmente per dedicarsi al progetto dell’ Oculus Rift, anche se la sua uscita di scena fu provocata in realtà dai contrasti avuti durante lo sviluppo del nuovo Doom, che venne fatto ripartire da zero nel corso del 2011.

Basato sul nuovo motore grafico IdTech 6, il nuovo Doom è in realtà un reboot della serie dato che ritroveremo le famigerate chiavi colorate per accedere ai vari livelli, le armi come la motosega o il BFG, i demoni come il Mancubus, i Cacodemoni  e gli IMP che hanno reso celebre la serie!

Inoltre, per la felicità dei fan più accaniti, rincontreremo il backtracking  per scovare stanze e armi segrete all’interno dei vari livelli. Dalle immagini trapelate sembra che ci ritroveremo ancora una volta su Marte, anche se ci potrebbe essere una sezione dedicata a Titano, episodio inedito che lega il gioco al famoso add-on di Doom 2; ancora però non è chiaro se la storia sia collegata alle precedenti avventure, oppure se si tratti di una vicenda a sé stante. Il vero intento sembra quello di ricreare lo spirito dei primi Doom!

Naturalmente avremo un solido comparto multiplayer, che si presenta adeguatamente sviluppato e propone diverse  modalità di gioco come Sentiero di Guerra, dove si deve conquistare una specifica “zona” della mappa che cambia in modo dinamico, oppure Last Man Standings, una modalità arena (simile a quelle viste in Quake 3 Arena) dove potremo utilizzare il Baron of Hell oppure il Ravenant. L’aspetto più interessante ed entusiasmante è rappresentato dal tool chiamato dagli sviluppatori SnapMap, che permette di condividere, attraverso uno SmartHub, le varie creazioni dei quadri in cui ad esempio è possibile stabilire la logica del livello, oppure creare squadre multiplayer con i demoni come alleati e stravolgere persino le dinamiche che caratterizzano la serie!

Il gioco non supporterà le mod classiche: tutto sarà demandato allo SnapMap. Aspettiamo con ansia ulteriori informazioni e la data di uscita per capire se i ragazzi di IdSoftware hanno fatto ancora una volta centro.

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