Competenze Informatiche allo Stato

Quintarelli, uno dei padri della Rete Italiana, vince a sorpresa ottenendo la maggioranza alla Camera e trasferendo le Competenze Informatiche allo Stato, per un paese più moderno ed informatizzato.

Nessuno si aspettava questa vittoria ed infatti nel web ieri non c’erano praticamente notizie riguardanti la proposta di modifica dell’art. 117 della Costituzione presentata da Stefano Quintarelli (Scelta Civica) e relativo alla gestione delle competenze informatiche ed invece con una mossa a sorpresa, con voto unanime della Camera, arriva la svolta che trasferisce le competenze sulle piattaforme hardware, software e dati in materia di sistemi informativi della Pubblica Amministrazione, anche a livello regionale e comunale, allo Stato.


La mossa a sorpresa

L’emendamento era stato già virtualmente bocciato dal governo e ieri sera è arrivato praticamente già sconfitto alla Camera, per poi passare all’unanimità o più precisamente con 0 voti contrari e 4 astenuti. Considerando che persino quando ci fu l’eliminazione della pena di morte ci fu 1 voto contrario e che per ritrovare una modifica costituzionale con 0 contrari bisogna risalire al 1948, la vittoria di Quintarelli è da considerarsi storica e sicuramente frutto di una mossa a sorpresa geniale, svelata dallo stesso parlamentare sul suo blog:

“Se non avessi ritirato l’emendamento in aula, dando l’opportunità ad altri di intervenire, lo avremmo votato subito e sarebbe stato bocciato, dato che è entrato in aula con parere contrario del governo, della commissione e del relatore di minoranza. Di tutti. Alla fine è stato approvato all’unanimità, unico voto unanime in questa riforma della Costituzione.”

Cosa cambia ora

Come precisato dallo stesso Quintarelli, importantissima è la modifica al comma 1, capoverso Art. 117, secondo comma, lettera r) che aggiunge dopo le parole “dei dati” la dicitura “dei processi e delle relative infrastrutture e piattaforme informatiche”:

“I dati non sono tutto, ci sono anche i processi e le piattaforme. Prima era come decidere sulle dimensioni del pallone senza però le altre regole del gioco”

Ora sarà necessario attendere il classico iter della riforma costituzionale, attualmente in corso, e soprattutto che il testo passi in Senato, anche se Paolo Coppola, consulente del Governo per l’Agenda Digitale, dopo aver passato il difficile scoglio della Camera si dice ottimista: “non ci aspettiamo sorprese, perché tutte le forze politiche l’hanno votato all’unanimità”.

Con la vittoria di questo emendamento e la modifica dell’articolo 117 della Costituzione, le competenze sul coordinamento informatico delle infrastrutture, dei processi e dei dati delle piattaforme informatiche delle amministrazioni statali, regionali e comunali, passano di competenza dello Stato, che sarà così tenuto a garantire la realizzazione di strutture prive di potenziali derive in materia digitale, ed eliminare le esistenti, infinite, mini piattaforme indipendenti che rendono impossibile l’interoperabilità tra enti, per un paese più informatizzato e che finalmente potrebbe iniziare a guardare ad un futuro digitale meno contorno e più snello.