Coca Cola con AIDS, la bufala passa da WhatsApp a Facebook

Coca Cola con AIDS, la bufala passa da WhatsApp a Facebook

In questi giorni sta circolando su WhatsApp una bufala talmente palese da non attirare immediatamente le nostre attenzioni, riguardante un lotto di bottiglie Coca Cola contaminate dall’AIDS. A distanza di qualche giorno, la notizia fake è riuscita a migrare anche su Facebook, arricchendosi di un fantomatico documento del Ministero della Salute per rendersi più verosimile. A questo punto è opportuno fare luce sulla questione.

Il testo del messaggio virale recita quanto segue: “C’è notizia dalla polizia. È un messaggio urgente per tutti. Per i prossimi giorni non bevi nessun prodotto della Coca Cola, come la coda nera, il fioravanti di succhi, lo sprite ecc. Un lavoratore aziendale ha aggiunto il suo sangue contaminato da AIDS. . Vedi MDTV. Si prega di inviare questomessaggio a tutti gli utenti della tua lista. REPETIR: Messaggio importantedalla polizia metropolitana a tutti i cittadini. Per le prossime settimane, non bevi alcun prodotto COCA COLA, in quantoun lavoratore della società ha aggiunto il suo sangue contaminato da HIV (AIDS). E ‘stato mostrato ieri in Sky News. Invia questo messaggio alle persone che ti interessano”.

Come si può notare fin da subito, il messaggio è colmo di imprecisioni ed addirittura contraddizioni: in un primo momento chiede di informare tutti, poi solo “le persone che ti interessano”, per non parlare degli errori ortografici di livello elementare, come “Repetir” o “Polizia metropolitana” o bevande dal nome inquietante come la “Coda Nera”.

Tutti questi elementi lasciano facilmente dedurre che il messaggio è stato sicuramente tradotto da un’altra lingua in modo piuttosto superficiale. Difatti, basta eseguire una semplicissima ricerca su Google per scoprire che la bufala in questione è in circolazione da anni in lingua inglese – per la precisione da almeno il 2004 – in diverse varianti che spesso vedono come protagonista la concorrente Pepsi. Inoltre, dal punto di vista medico, il virus dell’HIV non riesce a sopravvivere al di fuori dell’organismo umano.

Come accennato poco fa, nei giorni a seguire qualche fabbricante di fake news ha deciso di alzare il tiro e diffondere il messaggio anche tramite Facebook aggiungendo lo screenshot di un documento del Ministero della Salute che cita proprio la Coca Cola, come mostra prontamente il post condiviso dal Commissariato di PS Online Italia, la pagina Facebook ufficiale della Polizia di Stato, disponibile qui di seguito:

BUFALA ALLA #COCACOLA. Svariate segnalazioni ci portano alla nostra attenzione questo messaggio che se pur allarmante…

Posted by Commissariato di PS Online – Italia on Mittwoch, 20. September 2017

Il documento di richiamo è autentico e risale al 26 maggio scorso, difatti è ancora disponibile sul sito del Ministero della Salute al seguente link, ma il motivo del ritiro non è affatto quello specificato nel messaggio bufala e si può tranquillamente leggere all’interno dello stesso documento: “Non conformità di produzione. Il contenuto della bottiglia ha un sapore molto sgradevole, un aspetto molto denso e livelli concentrati di caffeina, acido fosforico e solfiti”. Il lotto di produzione interessato al richiamo è stato imbottigliato nello stabilimento di Marcianise in provincia di Caserta e porta il numero L170329863M.

In sintesi, si tratta di una leggenda metropolitana che gira per il mondo del web da oltre dieci anni: con ogni probabilità, dato che la bufala in forma testuale era facilmente smascherabile, un utente annoiato ha deciso di far evolvere la notizia falsa impegnandosi un po’ di più alla ricerca di un documento che comprovasse la veridicità di tale assurdità, ma forse andava troppo di fretta per correggere gli errori grammaticali e giocare un po’ col photoshop per dare un po’ di filo da torcere ai debunker. Meglio per noi.

Motivo del richiamo Coca Cola Ministero della Salute

 
Hai trovato questa notizia interessante e vuoi ricevere tutte le news di giornata per posta elettronica? Iscriviti alla newsletter di KeyforWeb.it inserendo qui sotto la tua email: