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Eccoci giunti alla seconda puntata di questa mini rubrica (trovate qui il primo episodio). Riprendiamo il discorso dalla domanda che più ci interessava: “Ma quale scelgo, quale è il migliore?” 

La vostra cara redazione ha provato per voi i servizi offerti da tre fra più famosi provider (e si prepara a testarne altri) con l’occhio rivolto verso le offerte free. Ma vediamo nel dettaglio i tre candidati al titolo di “Miglior provider per Cloud Storage”.

Dropbox logo nero

Dropbox è indubbiamente il servizio che per primo a colto l’opportunità di diventare leader in questo settore offrendo fin da subito un’ampia gamma di valide proposte. L’offerta attuale è accattivante e si aggrappa saldamente all’idea che fin dal principio ha accompagnato il provider, ovvero  la possibilità di incrementare lo spazio a disposizione invitando nuovi utenti (purché accettino n.d.r.), una trovata che ha indubbiamente contribuito alla sua iniziale diffusione. Abbiamo quindi uno spazio di storage che va dai 2GB ai 16GB ampliabili tramite inviti e operazioni, non abbiamo limiti di dimensione nel caricamento dei file a meno di usare la versione da browser (in questo caso il limite è fissato a 300MB per file) e abbiamo il supporto a praticamente tutte le piattaforme esistenti. Una piccola nota riguarda l’applicazione desktop che è utilizzabile anche ditro proxy.

SkyDrive-new-logo

Tutti quanti conosciamo Hotmail, nei menù in alto appare una misteriosa scritta che recitava SkyDrive.  I curiosi e audaci utenti che si addentrarono in quel misterioso mondo si trovarono improvvisamente come Alice. Nel paese delle meraviglie. Da allora molte cose sono cambiate, in meglio per fortuna. Lo quantità di spazio a disposizione è passato da qualche centinaio di mega agli attuali 7GB e il limiti di grandezza dei file è passato dai pochi mega ai 2GB. Ovviamente la piattaforma che massimizza l’esperienza d’uso è Windows ma ogni funzionalità è ampiamente implementata su Android, iOS, Mac, ecc. Essendo pienamente integrata con le funzionalità del sistema operativo, l’applicazione desktop (almeno quella Windows) funziona anche dietro proxy.

google_drive_logo_3963

C’era una volta “Document”, un servizio poco chiaro e confusionario che consentiva di archiviare file in un formato proprietario. Poi un bel giorno arrivò Google Drive e tutto cambiò. Ora, grazie alla massima integrazione con gli altri servizi di Big G, Drive si appresta a diventare un pilastro dell’era Cloud Storage offrendo ben 20GB condivisi con i vari Gmail e G+; un file size limit di ben 10GB e il supporto a tutte le piattaforme con programmi e applicazioni dedicate. Il client Windows non funziona se utilizzato dietro proxy, ma non sappiamo se questa sarà una possibile implementazione futura al momento accantonata o se la politica “free” di Google precludo per definizione l’utilizzo dietro proxy, tipicamente utilizzato in ambiente business.

 Conclusioni (parziali)

Come avrete compreso leggendo, i provider oggetto dell’analisi odierna offrono servizi molto simili quindi siamo sicuri che la scelta sarà soprattutto determinata dal livello di fidelizzazione con il brand. Immaginiamo che un accanito sostenitore di Google sceglierà Drive mentre un seguace Microsoft troverà in SkyDrive tutto quello che cerca. Dropbox si attesta sicuramente nel mezzo non essendo un classificabile come piattaforma ma il prodotto è ottimo, funzionale e molto diffuso. Il tutto è riassunto nello schema che segue.

Service Provider
Dropbox SkyDrive Google Drive
Free Storage 2GB to 18GB 7GB 20GB
Dimension file limit No limit 2GB 10GB
Mobile Androdid/iOS/WP Androdid/iOS/WP Androdid/iOS/WP
Windows / Mac Yes Yes Yes
Proxy support Yes Yes No