Si piangono ancora le vittime del recentissimo attentato di Barcellona, eppure i fabbricatori di bufale non si fanno scrupoli e a poche ore dalla tragica notizia dell’attacco sulla Rambla hanno cominciato a diffondere un’orribile fake news dai toni complottistici.

Questo il testo della bufala che circola online da un paio di giorni – sia sotto forma di post su Facebook sia tramite messaggio WhatsApp – accompagnato dalla foto che potete notare nell’immagine postata a seguire: “Questa è la foto di un giorno qualsiasi sulla Rambla. Ieri non c’erano i “manteros” (Vù cumprà che stendono la loro merce al suolo). Erano in sciopero o sapevano qualcosa???”.

Come si può facilmente notare dall’immagine proposta qui sopra, la notizia originale parte da una pagina Facebook di lingua spagnola, ma – come facilmente prevedibile – è riuscita a passare facilmente oltreconfine e a diventare virale anche nel Bel Paese, probabilmente grazie alla “preziosa traduzione” di un utente “indinniato”.

A onor del vero, la fotografia condivisa tramite Facebook e WhatsApp risale al 30 luglio 2016 e fa parte di un articolo pubblicato sul sito Eldiario.es dal titolo “I manteros denunciano la loro “persecuzione” dopo l’arresto di quattro venditori”, con tanto di didascalia che spiega chiaramente l’immagine: “Mercatino ribelle sulla Rambla di Barcellona”.

Bisogna prima di tutto precisare che i Manteros non sono dei veri e propri “Vù Cumprà”, ma dei venditori abusivi che non appartengono ad un’etnia specifica e che il più delle volte offrono in vendita dei prodotti contraffatti.

La foto che sta diventando virale ritrae un giorno di protesta contro l’arresto di quattro manteros, accusati di contraffazione: più di 200 venditori avevano piantato le loro coperte per vendere T-shirt, borse e scarpe per i turisti che passeggiano lungo la Rambla.

I manteros lamentavano non solo l’arresto dei quattro colleghi, ma denunciavano una vera e propria persecuzione da parte della polizia spagnola, caratterizzata da atti di eccessiva violenza da parte degli agenti e da pene troppo severe, segnalate dal loro stesso sindacato, chiamato appunto “Sindicato Popular de Vendedores Ambulantes”.

La “manifestazione” durò solo poche ore e fu smantellata dalle forze dell’ordine che da quel momento hanno costantemente vigilato per impedire l’attività sulla zona. Lo stesso Eldiario.es spiega in un recente articolo l’assenza dei venditori ambulanti il giorno dell’attentato: “Questa estate la concentrazione di venditori ambulanti nel cuore della capitale catalana è stata decisamente minore, un fatto dovuto principalmente alla maggiore pressione della polizia cominciata da maggio scorso”.

Anche stavolta, quindi, nessun complotto. Non ci sono parole per gli sciacalli ideatori di tali fake news: c’è solo la speranza di un mondo utopico senza odio. O almeno senza l’istigazione all’odio.

VIAEldiario.es
FONTEEldiario.es
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  • Dino Guido

    se la legge la lega……