Si torna a parlare del caso Ashley Madison, la nota piattaforma web di incontri extraconiugali clandestini che nello scorso 2015 subì un attacco hacker che comportò il furto di dati di oltre 37 milioni di utenti, la maggior parte uomini: nomi e cognomi resi pubblici da parte del cybercrimine, generando uno scandalo che colpì specialmente la zona del Nord America dove il sito web riscuoteva maggior successo.  Le conseguenze di quell’attacco furono disastrose: divorzi, estorsioni, licenziamenti e perfino alcuni casi di suicidio.

A distanza di due anni la Ruby Life Inc, l’attuale azienda proprietaria del sito ha raggiunto un accordo legale che offre alle vittime un risarcimento totale di 11,8 milioni di dollari: coloro che hanno subìto gravi conseguenze, quindi, potranno beneficiare di un risarcimento di circa 3500 dollari. La società ha accettato di pagare il risarcimento a seguito di una serie di azioni legali collettive “relative alle inadeguate procedure di protezione dei dati e le false dichiarazioni per quanto riguarda Ashley Madison”.

Secondo John McAfee la fuga di dati deve essere avvenuta soltanto da qualcuno interno all’azienda, ma in una dichiarazione ufficiale Ruby Life Inc ha negto ogni addebito, ribadendo inoltre che “il solo fatto che sia stato reso pubbico a seguito della violazione dei dati un nome o altre informazioni di una persona non significa che la stessa sia stata effettivamente un membro di Ashley Madison”.

Ad ogni modo il patteggiamento tra le parti è stato raggiunto, anche al fine di evitare eventuali ulteriori future e perpetue cause. In tutto questo, però, c’è una nota alquanto stonata: secondo il Wall Street Journal gli utenti effettivamente idonei per un risarcimento da parte di Ashley Madison sarebbero in tutto 6 milioni e se si dovesse dividere equamente il denaro pattuito a loro andrebbero circa due dollari a testa.

Insomma, un non risarcimento per coloro che a causa dell’attacco informatico hanno fatto naufragare il loro matrimonio, ma è anche vero che un sito come Ashley Madison era decisamente esplicito, dato che sul suo suo claim si leggeva “La vita è breve. Concediti una scappatella”, perciò chiunque lo abbia usato non era poi così “innocente” e sapeva molto bene di correre dei rischi intraprendendo avventure extraconiugali.

VIAThe Guardian
FONTEWall Street Journal
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