MECSPE

A MECSPE, la fiera di riferimento per l’industria manifatturiera, arriva il guanto robotico che aiuta i movimenti di chi è affetto da patologie neurologiche.

dopo il successo delle gambe bioniche Cyberlegs, l’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, nell’ambito del progetto di ricerca WAY presenterà in anteprima, all’interno della Piazza della Robotica & degli Umanoidi di MECSPE, la fiera internazionale delle tecnologie per l’innovazione, dal 26 al 28 marzo 2015, presso Fiere di Parma, un prototipo robotico indossabile per la mano, che possa essere usato da chi ancora possiede l’arto, ma non riesce più a utilizzarlo a causa di danni neurologici (ictus, lesioni del midollo spinale o del plesso brachiale), in modo da raggiungere una più grande porzione della popolazione bisognosa di queste tecnologie di assistenza.

Si chiama HX, l’esoscheletro volto al recupero della funzionalità della mano post trauma con assistenza funzionale alla presa degli oggetti. Un sistema indossabile attorno alla mano del paziente, che apre le porte a milioni di persone, consentendogli di affrontare la quotidianità e i suoi numerosi ostacoli con dignità.

Dopo lo sviluppo di protesi facilmente indossabili che permettono di riacquistare l’uso e la sensazione della mano a chi l’ha perduta (mano bionica), con HX si affacciano anche soluzioni indossabili per coloro che hanno perso la capacità di controllarlo, facendo diventare realtà quanto fino a poco tempo fa accadeva solo nelle pellicole di fantascienza, e fornendo un aiuto concreto, in attesa della fattibilità della rigenerazione diretta dei tratti nervosi danneggiati.

Un problema che in Europa ogni anno conta 7.500 nuovi casi, e che tramite l’esoscheletro consente al paziente di riacquistare la funzionalità degli arti superiori e delle mani ed il controllo dei movimenti tramite sistemi a pulsantiera (il tutto con possibilità di includerlo in una carrozzella, e alimentato a batterie) e segnali elettroencefalografici.

Un video co-prodotto con CI-ESSE (ditta meccanica che ha aiutato SSSA nella costruzione del robot) dove si spiega la realizzazione dell’esoscheletro e le primissime sperimentazioni.

Una demo del dispositivo al livello attuale di sviluppo, con batteria esterna e motori remoti, per essere installato in una carrozzina, e che viene usato per diverse attività di vita quotidiana (l’attivazione è tramite un telecomando).