Dopo la vicenda che ha visto l’azienda Apple lottare contro l’FBI a causa del sequestro e lo sblocco forzato dell’ormai famoso iPhone 5C di proprietà dei responsabili della strage di San Bernardino, il colosso di Cupertino ha lavorato incessantemente per aumentare la difesa dei dati nei suoi device.

Qualche mese fa, difatti, l’FBI si era affidato ad alcune società terze di esperti, le quali, grazie a sofisticati ed avanzati strumenti di penetration test e brute force attack lato software e lato hardware, avevano sbloccato il famoso iPhone 5C senza l’aiuto della casa madre.

Ad oggi Apple ha adottato alcune contromisure di sicurezza per i propri sistemi anti-intrusione, perfezionati dall’aggiornamento di iOS 10.2, il cui sblocco forzato richiederebbe fino a mille anni.

Ben mille anni per sbloccare un backup iOS 10.2, non è un modo di dire ma il tempo calcolato da alcuni esperti in materia di sicurezza che hanno analizzato i criteri di sicurezza applicati dagli ingegneri Apple per i propri sistemi operativi attualmente in rilascio.

Secondo l’opinione di molti, la violazione di iOS 9 dovrebbe essere opera dell’azienda israeliana Cellbrite, la quale avrebbe garantito un tempo massimo di accesso di un anno. Un “problema” risolto con iOS 10, tramite un diverso formato di backup che aggiunge un ulteriore layer di sicurezza per i backup locali criptati.

In pratica, dopo essere risaliti al problema iniziale di programmazione che consentiva di fatto un accelerazione sui tempi di violazione del sistema, Apple ha intensificato i protocolli di sicurezza interni nell’ultimo aggiornamento inserendo un motore di convalida password il quale, in caso di cracking forzato, impiegherebbe fino a mille anni.

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