Un laboratorio segreto per la Apple, dove progettare il display Oled per i nuovi iPhone e iPad. Nuove indiscrezioni confermano che potrebbe essere questa l’innovazione introdotta da Apple sui suoi prossimi modelli di smartphone e tablet, smentendo le voci che nelle scorse settimane davano la possibilità che Samsung e Lg, sarebbero diventati  i futuri fornitori di Apple di schermi Organic Light-Emitting Diodes.

Bloomberg ha svelato che la Apple ha avviato un “laboratorio segreto” in Taiwan (evidentemente, non troppo segreto) per mettere a punto display Oled ancora più sottili, più luminosi e più efficienti dal punto di vista del consumo di energia. Posizionato all’interno del Longtan Science Park, al confine tra una foresta e un laboratorio di biotecnologie, la struttura si trova a una cinquantina di chilometri da Taipei e a un’ora di macchina dal quartiere generale della Foxconn, già fornitore dell’azienda di Tim Cook.

Il team al lavoro nel laboratorio segreto, sarebbe composto da almeno cinquanta ingegneri, reclutati da aziende come la Au Optronics di Taiwan e come Qualcomm: questo secondo la fonte, una persona che ha “familiarità con il luogo” dove è ospitato il laboratorio e che ha voluto restare anonima perché “i dettagli non sono pubblici”. La Au Optronics è conosciuta nel mondo come produttrice di schermi Lcd, Oled e Amoled, mentre la Qualcomm è la precedente intestataria dell’edificio, ubicato nel distretto del Longtan, nel nord del Paese.

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I cinquanta o più ingegneri e gli altri addetti del team, hanno iniziato a lavorare già dalla scorsa primavera con lo scopo di mettere a punto nuove tipologie di display ancora più evolute, più sottili e più efficienti, scegliendo quindi di non applicare la strategia di acquisto da produttori terzi, come Samsung ed Lg, ma di contare maggiormente sulle proprie forze. Con un approccio, quello di fare “tutto in casa”, che notoriamente ha sempre caratterizzato l’azienda di Cupertino in molte delle sue scelte, dal sistema operativo ai processori.

Una portavoce di Apple, Kristin Huguet, interpellata da Bloomberg,  non ha confermato né smentito. L’edificio scelto come laboratorio è stato di proprietà di Qualcomm dal 2008 allo scorso aprile, quando Apple sarebbe subentrata. Dall’esterno del laboratorio, nessuna insegna suggerisce un’affiliazione con la Apple ma, racconta Bloomberg, basta varcare la reception per osservare loghi e indizi inequivocabili. Il mistero, forse, è molto meno misterioso di quello che sembra.



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