L’Antitrust ha inflitto una sanzione di 500.000 euro al gestore telefonico Wind per pratiche commerciali scorrette adottate in occasione della riduzione da 30 a 28 giorni del periodo di rinnovo delle offerte di telefonia fissa sottoscritte dai propri clienti.

L’azienda è colpevole di aver ridotto unilateralmente il periodo di rinnovo di alcune offerte, anche quelle abbinate alla vendita a rate di prodotti,  prevedendo a carico di coloro che avevano esercitato il diritto di recesso l’addebito in un’unica soluzione del saldo delle rate residue.

Tramite il comunicato stampa ufficiale, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato spiega che “è stata considerata scorretta anche la condotta consistente nell’aver modificato unilateralmente il periodo di rinnovo anche per le opzioni a durata minima (24 o 30 mesi), richiedendo a coloro che optavano per il recesso il pagamento del corrispettivo previsto per il recupero del costo del modem (pari a 40 euro) e/o dell’apparato denominato “Google Chromecast” (pari a 34,90 euro)”.

L’imposizione unilaterale della riduzione del periodo di rinnovo da parte di Wind ha causato un aggravio economico per tutti i clienti che non intendevano accettare tale modifica. Per questo, sulla base del Codice del Consumo, tale azione è considerata come aggressiva in quanto limita la libertà di scelta del consumatore ed il suo conseguente diritto di recesso.

“Il procedimento concerne il comportamento posto in essere da Wind, consistente nell’aver modificato dal mese di settembre 2016 il periodo di rinnovo da 30 giorni a 4 settimane, con l’addebito dei relativi costi ogni 8 settimane anziché ogni 60 gg., delle offerte in abbonamento del servizio di telefonia fissa e/o dati “Infostrada”, mediante condotte aggressive”, si legge nel Testo del Provvedimento.

FONTEAgcm.it
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  • Che multe ridicole. Con 2 milioni di clienti che mediamente hanno una tariffa da 10 euro al mese Wind ha incrementato gli introiti come minimo di 20 milioni di euro all’anno con questa mossa. Vergognoso