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Continua la guerra tra gli editori americani e Amazon, il contenitore digitale più grande al mondo per libri ed ebook. Non tutti però considerano Amazon il bookstore per eccellenza, e l’opposizione comincia a farsi sentire. Amazon, secondo Andrew Wylie, l’agente letterario più famoso del mondo, ‘vuole distruggere il libro, rovinare i veri scrittori, mettere sul lastrico gli autori di qualità. Dobbiamo fermarla’.

Wylie è in prima linea per guidare la rivolta degli scrittori e degli editori americani, forte del suo nome di agente dei Nobel, come lo hanno battezzato per i tanti autori che hanno vinto l’ambito premio e che sono stati suoi clienti: Philip Roth, Salman Rushdie, Milan Kundera, V. S. Naipaul. Wylie ha coalizzato 300 scrittori, riuniti nella Authors United, contro Amazon.

Ciò che ha fatto scoppiare la scintilla è stato il ricatto di Amazon contro Hachette, editore americano, reo di non accettare ulteriori sconti sui suoi libri venduti da Amazon, ma come spiega Wylie in un’intervista a La Repubblica di oggi, il problema è molto più vasto, e coinvolge l’intero mondo editoriale. “Le tattiche di combattimento di Amazon rendono insostenibile il mestiere di chi pubblica libri – dice l’agente. – L’industria editoriale deve poter mantenere gli scrittori di qualità. I romanzieri, salvo rare eccezioni, non nascono ricchi. Si mantengono grazie agli anticipi degli editori. L’equazione economica che Amazon vorrebbe imporre, minaccia tutti: editori e autori”. Amazon, nella sua visione, non è altro che un enorme camion digitale, e nulla più. Se oggi detiene il 50% delle vendite di libri, non è detto che in futuro questo non possa cambiare.

Le alternative, infatti, esistono: ‘Penguin però ha lanciato un’iniziativa interessante in Inghilterra: il lettore può ordinare il libro su Internet, poi la consegna avviene presso il suo libraio di fiducia e al libraio viene riconosciuta la sua percentuale. È un modo per salvare anche le librerie indipendenti’.

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