In questi giorni le principali testate giornalistiche hanno seguito molto da vicino le vicende legate all’incendio scoppiato il 5 maggio scorso a Pomezia, vicino Roma, presso l’Eco X, la società che si occupa di raccolta e smaltimento dei rifiuti industriali e speciali. Dato il tipo di materiali detenuto dall’azienda, la maggiore preoccupazione da parte di media e ASL è la conseguente presenza di un livello elevato di diossina o agenti inquinanti nell’aria.

Per nostra sfortuna ogni volta che si verifica una calamità o un incidente nel nostro Paese, c’è sempre qualcuno che – per noia o per mitomania – comincia diffondere messaggi allarmanti inerenti la catastrofe, utilizzando il principale mezzo di comunicazione utile a trasformare poche righe di testo in un messaggio virale: WhatsApp.

Anche l’incidente di Pomezia non è stato risparmiato dai fabbricanti di bufale, i quali stanno diffondendo il seguente messaggio sulla nota applicazione di chat: “ATTENZIONE RAGAZZI FATE GIRARE Stanno girando per appartamenti con la scusa di misurare le polveri sottili ed altre cazzate simili per via dell’incendio di Pomezia dell’altro giorno. Non aprite, sono armati! Condividete, copiate, scrivetelo a vostro modo, fate come vi pare ma fate girare la voce!”.

Un messaggio completamente falso: come specificato anche sul noto sito Bufale.net ad oggi le autorità italiane non hanno segnalato l’esistenza di criminali armati che si fingono controllori.

Tali messaggi, oltre che bufale, si possono definire come “Urban Legends” ovvero delle storie inventate da qualcuno per “spingere” le persone ad assumere l’elementare atteggiamento di cautela nell’approccio con gli sconosciuti: è buona norma, difatti, chiedere sempre alle persone che suonano alla porta di casa di accreditarsi esibendo un documento ed in caso di rifiuto non accoglierlo in casa né aprire la porta finché non giungano conferme ufficiali dalla società cui affermano di appartenere.

Ad ogni modo, inventare fantomatiche bande criminali e diffondere il panico su WhatsApp al solo scopo di sensibilizzare le persone alla cautela non aiuta nell’intento, anzi potrebbe perfino peggiorare la situazione creando l’effetto della favola di Esopo, “Al lupo! Al lupo!”.