Come facilmente prevedibile, la NASA ha prontamente smentito le affermazioni di coloro che si sono spacciati per il gruppo di hacker Anonymous, ma che in realtà hanno diffuso il loro messaggio shock tramite canali non ufficiali.

Ne abbiamo parlato ieri in un precedente articolo – il primo blog italiano a smontare l’enorme bufala in circolazione – ma lo riassumiamo velocemente per chi desidera proseguire nella lettura senza lasciare la pagina.

Nella giornata di ieri, 26 giugno 2017, numerose testate giornalistiche accreditate e diversi blog molto conosciuti nel web hanno cominciato a diffondere la notizia dove si affermava che il famoso gruppo hacker noto con il nome di Anonymous avrebbe rilasciato un importante messaggio shock con tanto di video dove anticipava un imminente annuncio da parte della NASA, la quale avrebbe ben presto rivelato la presenza di vita aliena al di fuori del nostro Sistema Solare, dovuto alla recente scoperta di ulteriori 219 esopianeti, di cui ben 10 con le condizioni atmosferiche idonee ad avere alte probabilità di ospitare forme di vita.

Bisogna sottolineare che la scoperta della NASA è reale e documentata ed è stata commentata dal professor Thomas Zurbuchen con la seguente affermazione: “La nostra civiltà sta per scoprire le prove di vita aliena nel cosmo. Alla luce delle ultime missioni che sono impegnate nella ricerca di vita aliena, siamo sul punto di fare una delle più straordinarie e senza precedenti scoperte della storia”. Tali affermazioni possono significare tutto ed il contrario di tutto: anche un semplice batterio trovato su un altro Pianeta può considerarsi una forma di vita e quando si parla del Cosmo nulla è imminente, dato che per un settore così nuovo e inesplorato abbiamo bisogno di anni e anni di studi.

Naturalmente il professor Zurbuchen, sentendosi interpellato, ha deciso di chiarire la situazione tramite Twitter proprio qualche ora fa, affermando quanto segue: ‏“Contrariamente a quanto affermato da alcuni report non c’è alcun annuncio in attesa della NASA per quanto riguarda la vita extraterrestre”. Parole che fugano ogni singolo dubbio sulla veridicità di tali informazioni.

Ad ogni modo – prima del tweet appena citato – la notizia è stata rilanciata sui principali tabloid inglesi fino ad approdare sui nostri blog e sulle nostre testate giornalistiche, la maggior parte dei quali dava come fonte il sito Independent e affermava che il messaggio shock era stato diffuso dai canali ufficiali di Anonymous, anche se in molti concludevano il proprio articolo con numerosi dubbi.

Ora ripercorriamo assieme ciò che abbiamo riportato noi di KeyForWeb.it circa 24 ore fa: non appena messi al corrente della notizia, è bastata meno di un’ora di semplicissima ricerca Google assieme ad una buona conoscenza della lingua inglese per arrivare alla conclusione citata nel precedente articolo, che riportiamo qui di seguito:

“Il sito Independent cita come fonte Anonews.co specificando che si tratti del sito ufficiale di Anonymous, ma in realtà il vero sito del gruppo hacker è anonofficial.com e già questo elemento desta sospetto. A rafforzare l’ipotesi che possa essere solo un’ennesima bufala acchiappa click c’è anche la presenza di un articolo della divisione inglese della rivista Complex che stila una lista di siti di fake news dove compare appunto il sito Anonews.co… Una coincidenza? Io non credo!”.

Come si può notare facilmente l’iter è stato semplicissimo: è servita solo un po’ d’astuzia, curiosità e desiderio di approfondire una notizia poco chiara. Allora perché le altre testate si sono limitate a riportare le notizie errate dei magazine inglesi? Le motivazioni sono due, anzi “una e mezza”: forse l’autore di quell’articolo non ha avuto la pazienza di cercare bene altre fonti e si è fidato ciecamente di una testata che si può considerare come “autorevole“, senza pensare che – dato che è gestita da esseri umani – può sbagliare. Tuttavia chi ama scrivere possiede anche la passione della lettura e il desiderio incontrollato di saperne sempre di più, perciò non riesco a considerare tale ipotesi come attendibile, per questo la reputo come “mezza”.

Il vero motivo della diffusione di tali notizie imprecise trova una risposta più logica e meno comprensibile rispetto ad un semplice errore dettato dall’ingenuità di un autore: il clickbait, ovvero la volontà precisa di scrivere un’informazione sbagliata o incompleta, ma ovviamente scioccante, al semplice scopo di generare click e visualizzazioni. Insomma, puro marketing per guadagnare denaro dalle pubblicità presenti all’interno degli articoli.

Tale stratagemma è stato recentemente utilizzato anche con il caso della “legge ammazza iPhone”, di cui abbiamo ampiamente parlato nell’articolo presente al seguente link. La procedura è semplice quanto efficace: si crea la notizia shock, si collezionano visualizzazioni, si rettifica la notizia shock e si collezionano nuove visualizzazioni.

Peccato che ai lettori più distratti rimarrà impressa solo la notizia errata e l’ignoranza regnerà sovrana.

Di seguito il tweet originale del professor Thomas Zurbuchen:



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