Un team di ricercatori dell’Università di Washington ha sviluppato un sistema basato sull’intelligenza artificiale in grado di generare fake news.

La tecnologia realizzata è in grado di elaborare l’audio di una persona che parla e creare un video della stessa mentre utilizza quelle frasi, con tanto di labiale sincronizzato.

La ricerca verrà presentata il prossimo mese in occasione della conferenza Siggraph 2017: “Abbiamo voluto dimostrare che allenando con una grande quantità di video della stessa persona e progettando algoritmi allo scopo del fotorealismo, è possibile realizzare video credibili che sincronizzino il labiale a partire da un semplice audio”, affermano i ricercatori.

Gli studiosi hanno dimostrato la loro innovazione prendendo come test alcuni audio e filmati dell’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, con un risultato davvero incredibile. L’intelligenza artificiale è riuscita – dopo ore di allenamento su filmati grezzi – a carpire la mappatura dei file audio e ad accostarla alle caratteristiche visive, realizzando un video davvero realistico.

“Questo tipo di risultati non sono mai stati mostrati prima. La conversione realistica dall’audio al video può trovare applicazioni pratiche come migliorare la videoconferenza per le riunioni, così come in un mondo futuristico sarà in grado di tenere una conversazione con un personaggio storico nella realtà virtuale con la creazione di immagini prese da un audio. Questo è il tipo di innovazione che aiuterà consentire quei passi successivi”, ha commentato Ira Kemelmacher-Shlizerman, un assistente professore alla Paul G. Allen School of Computer Science & Engineering dell’Università di Washington.

“Non si può semplicemente prendere la voce di qualcuno e trasformarlo in un video di Obama. Abbiamo deciso intenzionalmente di non imboccare questa strada: mettere le parole di altre persone nella bocca di qualcuno. Prendiamo solamente parole vere che qualcuno ha detto e le trasformiamo in un video realistico di quella stessa persona”, ha spiegato Steve Seitz, coautore della ricerca.

Una scoperta sicuramente affascinante, ma che da un lato spaventa un po’ per via del fenomeno delle fake news, dato che coloro che amano riportare notizie false online a scopi di lucro o per puro diletto potrebbero avere nuovi mezzi per diffondere ancora più disinformazione nel web.

Di seguito il video realizzato dall’Università di Washington: