L’AGCOM ha deciso di avviare una serrata lotta per la tutela del consumatore nel rapporto che lo lega al fornitori dei servizi di telefonia. Attendiamo la pubblicazione di un documento di 43 pagine che per la durata di 60 giorni sarà sottoposto alla consultazione dei cittadini. L’obiettivo è la trasparenza. Sarnano infatti le disdette e il codice di migrazione i punti chiave di questa battaglia.

Si parte con la richiesta base che è quella di trasportare la bolletta telefonica in digitale, saltare il mezzo cartaceo e recapitare le fatture al cliente per e-mail. Per chi non è avvezzo con l’informatica non ci sono problemi su espressa richiesta del cliente si potrebbe mantenere la classica corrispondenza postale. Si tratta di un cambiamento che faciliterebbe la comunicazione tra l’utente e il fornitore del servizio. All’interno della bolletta andrebbero dichiarati il codice di migrazione, esplicitamente, e un indirizzo e-mail a cui contattare il servizio assistenza per le comunicazioni dirette.

Una delle modifiche basilari che comporterebbe questo spostamento è l’eliminazione della raccomandata come mezzo per chiedere la disdetta del contratto. Basterebbe, infatti, con la bolletta 2.0 inviare una mail in cui si richiede la cessazione del servizio. Stesso sgravo burocratico si avrebbe con il trasferimento presso altro operato che oggi è reso macchinoso dalla difficoltà, per l’utente, di trovare il codice di migrazione, indispensabile per cambiare operatore. La richiesta è quella di rendere il codice di migrazione chiaramente leggibile sulla bolletta elettronica.