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Ubuntu 12.10, con un occhio al cloud



Alcuni giorni fa è stata rilasciata la nuova versione del sistema operativo di Canonical; nessun stravolgimento e come era possible immaginare, si punta sempre più sui servizi cloud-based.

Per la gioia di tutta la community open source , alcuni giorni fa è stata annunciata la nuova versione di Ubuntu 12.10, nome in codice  Quantal Quetzal. E’ ormai noto a tutti che il S/O di casa Canonical sia, su kernel Linux, quello a più larga diffusione.

Non sono certo mancate le  polemiche attorno al processo di sviluppo del sistema operativo in questione ma, alla fine, non l’opera si è compiuta con il minor stravolgimento rispetto alla versione precedente. Il desktop rimane sempre Unity (qui alla versione 6.6) mentre il kernel Linux è passato alla versione 3.5.5, con il supporto totale al file system distribuito Ceph.

L’interfaccia Unity è stata arricchita di nuove funzionalità: si tende sempre più verso i servizi cloud-based  e da oggi si potranno avviare le WebApp come se fossero eseguite in locale. La ricerca dei file dalla  Dash sarà effettuata sia in locale che sul cloud, dando all’utente la possibilità di trovare un file archiviato,  per esempio, in Google Drive o in Flickr. Fa ancora molto discutere la presenza della “ricerca in Amazon” direttamente dalla Dash, ma la caratteristica è stata mantenuta e i più polemici dovranno farsene una ragione.

Se siete interessati a scaricare Ubuntu 12.10 Quantal Quetzel sappiate che non sarà più installabile da un normale CD; le ISO del sistema operativo arrivano ora a superare i 700MB, perciò sono adatte solo a DVD o – preferibilmente – a pennine USB. Forse è proprio questo il più grande passo avanti di Ubuntu Linux.