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Con Android 4.4, il blocco regionale Samsung potrebbe estendersi al Galaxy S3 e al Note 2



Sembra che il blocco regionale della SIM che Samsung ha immesso in Europa e negli Stati Uniti sul Galaxy Note 3 non sia destinato a scomparire troppo in fretta. SamMobile ci fa sapere che alle proteste degli utenti, il gigante coreano ha risposto che il blocco SIM si attiva esclusivamente nel caso in cui il dispositivo venga acceso per la prima volta con all’interno una SIM card straniera, e che è possibile utilizzare il telefono in qualsiasi parte del mondo a patto che esso sia stato inizializzato con una SIM locale.

Ma il malcontento tra i consumatori non sembra dissolversi, tanto più che un funzionario Samsung – sempre in base a quanto riportato dal sito ufficiale – ha confermato che il Note 3 non può essere utilizzato con al suo interno SIM cards appartenenti a una regione differente da quella in cui il device sia stato acquistato. Il rappresentante dell’azienda ha infatti dichiarato che la natura del blocco comporta proprio l’impossibilità di utilizzare un Note 3 europeo con una SIM card statunitense, anche se il telefono è stato acceso per la prima volta con una SIM locale. In sostanza, quindi, il blocco regionale non può essere eluso… e molti utenti attivi sui vari forum XDA si lamentano di incidenti vari come un Note 3 acquistato in Germania che non funziona con una SIM thailandese o episodi similari. Inoltre preoccupa il fatto che il succitato rappresentante abbia affermato che, con l’aggiornamento di Android 4.4 KitKat, il blocco regionale verrà esteso a device meno recenti quali l’S3 e il Note 2: vale a dire che il traffico internazionale verrà presumibilmente inibito a meno che non si continui ad utilizzare una SIM proveniente dal paese d’origine del dispositivo. E anche se in condizioni normali l’idea che il rappresentante dell’azienda abbia involontariamente confermato l’arrivo imminente di un aggiornamento di Android 4.4 avrebbe fatto esultare gran parte della community, il problema del blocco regionale è grave. Il blocco viene teoricamente applicato allo scopo di ridurre le importazioni ma, onestamente, quanti importatori importano dispositivi che siano stati utilizzati per più di un anno o giù di lì? È chiaro che, a dispetto dei tentativi di Samsung di ripulire il mercato e di sedare la sommossa sorta attorno a questo espediente del blocco regionale, il problema rimane e potrebbe avere anche più gravi ripercussioni nelle settimane a venire.

Speriamo che le ripercussioni facciano retrocedere Samsung dall’intenzione di applicare il blocco ai vecchi dispositivi, convincendola magari a rimuoverlo anche dal Note 3 tramite aggiornamento, assecondando così la volontà popolare anziché complicare le cose solo per impedire a qualche importatore di ricavarci pochi euro.